UE, VOTO MATERNITÀ: “VITTORIA STORICA, ABBIAMO ABBATTUTO UN MURO DI DISUGUAGLIANZA”

21 Aprile 2026

BRUXELLES, 18 MAR – “Oggi non festeggiamo solo un cambio di regolamento, ma una vittoria della democrazia sull’esclusione. Per anni abbiamo lottato nei corridoi del Parlamento Europeo per dire che la maternità non può e non deve essere un limite alla rappresentanza politica. L’accordo del Consiglio sul voto per delega è il coronamento di una battaglia che abbiamo condotto con determinazione per rendere le istituzioni europee un luogo realmente inclusivo”. Così l’eurodeputata Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra, tra le principali sostenitrici della riforma dentro il Parlamento europeo.

“L’intesa raggiunta dal Consiglio UE permetterà finalmente alle europarlamentari di delegare il proprio voto a un collega durante la gravidanza, fino a 3 mesi prima del parto e nei primi 6 mesi di vita. Una misura che punta a garantire la continuità del mandato anche durante il congedo. Ma quando siamo diventate madri ci siamo scontrate con una realtà paradossale: in un’Europa che legifera sulla parità, noi per prime eravamo costrette a lasciare il nostro seggio vuoto. Senza voto a distanza o delega, la voce dei cittadini che rappresentiamo spariva proprio nel momento in cui avremmo dovuto tutelarli. Non era una questione di scarsa volontà, ma di un sistema costruito da uomini per gli uomini, che ignorava totalmente i tempi e le necessità della cura” spiega Guarda.

“Il Parlamento ha chiesto con forza questa revisione dell’Atto elettorale. Oggi il Consiglio ha recepito la nostra spinta, aggiungendo garanzie fondamentali su trasparenza e responsabilità. È un segnale potente: le donne non devono più scegliere tra l’impegno pubblico e la famiglia. La nostra presenza e i nostri voti contano, e da oggi non andranno più persi” continua.

“Ora vigileremo affinché l’iter si concluda rapidamente con il consenso finale del Parlamento e la ratifica degli Stati membri. Il muro è caduto, che nessuna  debba più sottostare ad arbitrari dinieghi di altri politici sul proprio diritto di scegliere come e quanto mediare maternità e compito politico” conclude.

CONDIVIDI:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *