STRASBURGO, 30 APR – “La relazione d’iniziativa sull’allevamento adottata oggi in commissione e in sessione plenaria al Parlamento Europeo è un oggetto di propaganda che fa il gioco dell’agroindustria a spese dei produttori”, lo dichiara l’eurodeputata Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Questo report è un esempio di post-verità, si scaglia contro fantasmi che non esistono. Attacca la promozione di cibi sintetici da parte dell’UE, che non avviene. E nel frattempo afferma che i prodotti animali sarebbero “vitali” per i bambini, per le donne in età fertile, per i malati e per gli anziani, come se stessimo ancora negli anni Ottanta e la scienza nutrizionale non esistesse” continua Guarda.
“La destra preferisce inventarsi dei nemici per distogliere l’attenzione dai problemi reali: se gli allevamenti chiudono, se versiamo il latte perché non viene pagato, non è colpa dei vegani o delle ONG. È colpa degli accordi commerciali come il Mercosur, sostenuti da Meloni e dalla destra europea, che scaricano sul mercato europeo prodotti senza gli stessi standard ambientali, sociali e di benessere animale che fortunatamente abbiamo in Europa” spiega.
“Il settore è iperconcetrato e agli agricoltori non arriva una quota equa del valore. Bisogna agire sui mercati e sui contratti, ma la destra non vuole farlo: preferisce fare il gioco dell’agroindustria e sfruttare politicamente i produttori agitando il panico contro i vegani” continua l’eurodeputata.
“Il consumo di prodotti animali è in calo costante e l’impatto su clima e ambiente è dimostrato da centinaia di ricerche. Non è un complotto delle élite, è la realtà. Il futuro del settore richiede politiche serie: premiare l’allevamento estensivo e agroecologico, agire sulla concentrazione della filiera, sui prezzi, aggiornare le norme sul benessere animale. Non costruire capri espiatori immaginari” afferma.
“Un emendamento EPP per tagliare i fondi UE alle organizzazioni che criticano l’allevamento intensivo è passato in commissione AGRI ed è stato confermato in plenaria. È un precedente gravissimo e autocratico: l’84% dei cittadini europei ritiene che le norme sul benessere degli animali siano insufficienti, non possiamo zittire chi lo denuncia” conclude.
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