UE, AVS: CON IL VOTO DI OGGI IL PARLAMENTO TRADISCE LA COESIONE

24 Febbraio 2026

Strasburgo, 10 settembre 2025 – Con il voto sulla revisione di medio
termine della politica di coesione, il Parlamento europeo ha voltato le
spalle alla missione storica di questa politica. Gli eurodeputati di
Alleanza Verdi Sinistra (AVS) spiegano le ragioni del voto contrario dei
Verdi e della Sinistra all’accordo con il Consiglio per il quale
Cristina Guarda è stata relatrice ombra del Gruppo Verdi/ALE.

«Abbiamo votato contro perché questa revisione tradisce la missione
originaria della politica di coesione: ridurre le disuguaglianze
territoriali e sostenere la transizione giusta. Per la prima volta si
aprono le porte dei fondi a investimenti puramente di difesa, anche per
la mobilità, mentre si cancellano salvaguardie ambientali. È un
pericoloso precedente che rischia di stravolgere il futuro della
politica di coesione. Se siamo arrivati qui è soprattutto colpa di
Giorgia Meloni, che ignora le richieste degli italiani e preferisce fare
da stampella alla Presidente Von der Leyen, promuovere un’economia di
guerra invece della lotta alle disuguaglianze e del sostegno al welfare»
dichiarano gli eurodeputati AVS.  Gli eurodeputati sottolineano anche
«l’occasione persa sullo Stato di diritto. Questa revisione avrebbe
potuto rafforzare i meccanismi di condizionalità, invece mantiene aperte
le scappatoie per governi autoritari come quello di Viktor Orbán, da
anni in conflitto con i valori fondanti dell’Unione. Un regalo a Orban
dai suoi amici dichiarati, tra cui il partito dello stesso commissario
Fitto e di Giorgia Meloni».
Sul fronte difesa, gli eurodeputati denunciano «le false promesse
occupazionali. Fitto parla di crescita e lavoro, ma i numeri raccontano
altro: esperienze come Leonardo in Italia o Rheinmetall in Germania
dimostrano che il settore militare concentra profitti in poche mani e
genera occupazione minima e precaria. Al contrario, sanità, scuola
pubblica, e ambiente creano davvero posti di lavoro e benessere diffuso
sui territori». E aggiungono: «Il rischio concreto è divedere perfino il
Ponte sullo Stretto finanziato come “infrastruttura di difesa” con fondi
di coesione. Non possiamo permetterlo». «Il Parlamento oggi ha voltato
le spalle alla coesione con un voto che, di fatto, ne indebolisce la
missione. Un pessimo segnale in vista delle prossime discussioni sulla
vera riforma della politica di coesione nel quadro finanziario
post-2027. Se l’unico commissario italiano ha scelto di ignorare la voce
della maggioranza dei cittadini, che continuano a dichiararsi contrari
all’aumento delle spese militari, noi continueremo a batterci per una
politica di coesione utile ai territori, alla transizione ecologica e
alla giustizia sociale», concludono gli eurodeputati AVS.

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