TAGLIAMENTO, GUARDA (AVS): “LA COMMISSIONE UE CONFERMA: REGIONE FRIULI IN RITARDO E POCO TRASPARENTE. PRONTI A DIFENDERE IL RE DEI FIUMI”

25 Marzo 2026

BRUXELLES, 25 MAR – “Il caso del Tagliamento approda con forza nel cuore delle istituzioni europee e le risposte ottenute in Commissione Petizioni dalla Commissione europea confermano i nostri timori: la Regione Friuli-Venezia Giulia sta procedendo con una mancanza di chiarezza che l’Europa non è disposta a tollerare”. Lo dichiara in una nota Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della discussione sulla petizione n. 0524/2025 sostenuta da quasi 13 mila firme.

“È imbarazzante constatare come la Commissione Europea sia ancora in attesa di aggiornamenti che la Regione sembra non fornire o fornire in modo contraddittorio. La DG Ambiente della Commissione europea ha sollevato dubbi pesanti sullo stato attuativo delle valutazioni di impatto ambientale (VIA) e di incidenza (VINCA), che a Bruxelles risultano non essere state nemmeno attivate. Ci chiediamo: cosa sta aspettando la Giunta Fedriga? Perché questo silenzio sulle procedure obbligatorie?” attacca l’eurodeputata.

“La Commissione è stata netta: il progetto della traversa di Dignano ricade pienamente negli obblighi della Direttiva VIA e della Direttiva Habitat. La Regione dispone già di tutti gli strumenti per dare corretta attuazione alle norme europee, ma sembra preferire una strategia di opacità. È inaccettabile che si metta a rischio un corpo idrico in stato ecologico elevato ignorando i vincoli sulle zone protette ZPS e ZSC” continua.

“Ringrazio i comitati e la comunità scientifica che, con questa petizione, hanno svelato le fragilità di una progettazione miope e potenzialmente dannosa. La difesa del Tagliamento non è una disputa locale, ma una questione di rilievo continentale. Non permetteremo che l’ultimo fiume alpino naturale venga sacrificato per un’opera che la stessa Commissione guarda con estrema cautela” prosegue l’eurodeputata.

“Chiediamo alla Regione trasparenza immediata: la Commissione Europea resterà vigile e noi con lei. Non si scherza con il patrimonio naturale dell’Europa per nascondere l’incapacità di valutare alternative sostenibili e sicure,” conclude.

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