STRAGE BRACCIANTI, GUARDA E SCUDERI (AVS): “BRUCIATI VIVI PER AVER CHIESTO STIPENDIO, CAPORALATO E’ VERGOGNA NAZIONALE”

3 Giugno 2026

BRUXELLES, 3 GIU – “La strage dei braccianti nelle campagne italiane è un’autentica vergogna nazionale che non può più essere derubricata a una serie di tragici incidenti isolati. Quattro lavoratori morti carbonizzati ad Amendolara, in provincia di Cosenza, un bracciante indiano ferito e cinicamente ‘scaricato’ davanti all’ospedale nel vicentino, la brutale uccisione di Bakari Sako sono facce della stessa, identica medaglia: la disumanità del caporalato e dello sfruttamento”. Lo dichiarano in una nota congiunta le eurodeputate di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda e Benedetta Scuderi.

“Siamo di fronte a un sistema malato e criminale che attraversa l’intero Paese da sud a nord. Un sistema che si regge sulla vulnerabilità dei lavoratori migranti, sul ricatto occupazionale e sull’indifferenza delle istituzioni. Trattare esseri umani come fantasmi, come forza lavoro invisibile da spremere nei campi per pochi euro e da abbandonare al proprio destino tra le lamiere di un’auto in fiamme o sul ciglio di una strada, è la negazione violenta di ogni diritto e della dignità umana”, spiegano le eurodeputate.

“I ministri Lollobrigida e Calderone non hanno minimamente la misura del problema e continuano a propinare la retorica del decreto flussi come soluzione. Ma solo il 10% di chi entra consegue poi un permesso di soggiorno, mentre il resto viene abbandonato nelle mani dei caporali e della criminalità organizzata, perché in Italia si continua a pretendere manodopera a basso costo da poter schiavizzare. Non servono altri tavoli inutili o vuota propaganda, né l’ipocrisia di un sistema che impone ai migranti requisiti abitativi impossibili, spingendoli nei ghetti e nelle baracche sotto ricatto. Dove sono i 500 ispettori promessi? Il piano triennale di lotta al caporalato è stato depotenziato proprio da questo esecutivo”, continuano.

“In Europa ci stiamo battendo per legare i fondi della PAC a una rigida condizionalità sociale con controlli ex ante: i soldi europei devono andare solo a chi dimostra di essere in regola. È inaccettabile proporre l’esenzione da controlli per le aziende sotto i 10 ettari: la media italiana è di 11 ettari, significa azzerare le tutele. La protezione dei lavoratori non dipende dalla grandezza di un’azienda. Così come, nonostante il blitz delle destre al Pe che ha bloccato sia la richiesta di una direttiva europea atta a limitare l’opacità nei subappalti sia la proposta di introdurre una responsabilità solidale lungo tutta la catena, continueremo a spingere sulla Commissione Ue affinché adotti provvedimenti concreti in questo senso”.

“Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. Al Governo Meloni chiediamo ispezioni a tappeto nei campi, il potenziamento immediato degli organi di controllo, piani di edilizia sociale per cancellare i ghetti e l’applicazione rigorosa della legge 199 contro lo sfruttamento, a partire dalla Rete del lavoro di qualità. Chiediamo giustizia e verità”, concludono.

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