BRUXELLES, 13 MAR – “Non avremmo lasciato passare questo progetto se fosse andato avanti, ma siamo davvero profondamente felici che almeno l’Azienda Unità Locale Socio-Sanitaria sia intervenuta per ricordare come la prevenzione sia motivazione sostanziale per fermare progetti che mettono a rischio la falda e la salute della comunità locale”. Lo dichiara Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), commentando la bocciatura del progetto Silva (ex Safond) da parte della Conferenza dei Servizi per motivi sanitari.
“Siamo felici che la Commissione Petizioni e la Commissione Europea abbiano attenzionato in queste settimane questo progetto: il nostro lavoro in Europa è servito per far comprendere che le istituzioni locali devono agire nel totale rispetto delle norme e del principio di precauzione”, prosegue l’eurodeputata. “Il nostro grande impegno a Bruxelles, a sostegno del comitato ‘Tuteliamo la Salute’, è stato legato proprio a questo. Per la prima volta in Veneto si fa una scelta che mette al centro il bene collettivo”.
“Come cittadina contaminata da PFAS e come politica, sono felice di dire che in questo caso, grazie al grande lavoro dei comitati, dei tecnici che li hanno supportati e del lavoro politico di mediazione, possiamo dire che non rischiamo di avere una seconda Miteni. Ringraziamo tutti quelli che hanno voluto ascoltare in maniera onesta il grido d’allarme dei cittadini e si sono presi la responsabilità di guardare a questo progetto con un approccio critico”, continua Guarda.
“Non abbasseremo la guardia, l’annuncio del ricorso al TAR da parte della società ci impone di mantenere l’attenzione altissima. Per me è inaccettabile che si debba proseguire in tribunale per far riconoscere a tutti, imprese comprese, che la Costituzione deve essere rispettata. Non permetteremo che una decisione basata sulla tutela della salute pubblica venga ribaltata: continueremo a monitorare ogni passaggio legale e amministrativo” spiega Guarda.
“In Veneto non era mai capitato prima di adesso: finora abbiamo sempre assistito all’approvazione di progetti pessimi. Questo parere sia un precedente su come sia necessario lavorare per mettere al centro il bene comune”, conclude l’eurodeputata.
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