REFERENDUM GIUSTIZIA, GUARDA (AVS): “VITTORIA DEL NO DA DIFENDERE. DA VENETA ASCOLTO IL DISAGIO, MA NIENTE SCONTI SULLA COSTITUZIONE”
BRUXELLES, 23 MAR – “Il risultato del referendum sulla giustizia è una vittoria importante per il fronte del ‘no’ e per chi, come noi, ha difeso la Costituzione e l’indipendenza della magistratura contro una riforma pericolosa voluta dalla destra al governo.” Lo dichiara l’eurodeputata veneta Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando l’esito della consultazione.
“Da veneta non ignoro affatto il dato del mio territorio, dove il ‘sì’ ha prevalso, ma proprio per questo rivendico con forza il ‘no’: gli italiani hanno respinto un disegno che concentrava ancora più potere nell’esecutivo e indeboliva l’indipendenza della magistratura. Il Veneto esprime una richiesta di efficienza e di tempi certi, che è sacrosanta, ma che questa riforma non avrebbe in alcun modo garantito” prosegue Guarda.
“Questa vittoria è stata possibile anche grazie all’impegno straordinario di decine di migliaia di fuorisede, in particolare giovani, che hanno scelto di diventare rappresentanti di lista pur di poter votare. Come opposizioni abbiamo aperto le nostre piattaforme e permesso a circa 20mila persone di esercitare il diritto di voto lontano dal proprio Comune: un segnale di partecipazione democratica che colma l’assenza di una legge strutturale sul voto dei fuorisede, che l’Italia non può più rimandare” sottolinea l’eurodeputata.
“Al tempo stesso sono emersi casi in cui ai rappresentanti di lista, inclusi quelli dei comitati per il No e di Avs, è stato reso difficile o impedito l’accesso ai seggi o l’esercizio pieno delle loro funzioni. Si tratta di segnalazioni che vanno verificate fino in fondo: se fosse confermato che a qualcuno è stato di fatto impedito di votare o di svolgere il proprio ruolo, saremmo di fronte a un fatto di estrema gravità per la nostra democrazia” avverte Guarda.
“Il fatto che in molte regioni il ‘no’ sia maggioritario dimostra che il Paese non vuole una giustizia piegata alla convenienza del governo di turno. E il messaggio che arriva dai territori, incluso il mio, è chiaro: la giustizia va riformata, ma in meglio, con più risorse, più personale, più digitalizzazione, più tutela delle vittime e dei soggetti fragili, non con colpi di mano che minano l’equilibrio tra i poteri” spiega l’eurodeputata.
“Determinante è stato anche il contributo delle generazioni più giovani, che si sono espresse a larga maggioranza per il No, mobilitandosi per difendere separazione dei poteri, trasparenza e diritti, un segnale fortissimo alla politica” continua Guarda.
“Come progressisti abbiamo ora una responsabilità doppia. Difendere fino in fondo questa vittoria e, allo stesso tempo, ascoltare le paure e la frustrazione che in Veneto si sono tradotte in un voto diverso, costruendo una proposta nostra, concreta, che unisca efficienza e diritti, sicurezza e garanzie costituzionali” conclude.
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