PFAS, GUARDA (AVS): “RAPPORTO ONU CONFERMA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI. SERVE IL BAN TOTALE”

1 Settembre 2026

BRUXELLES, 1 SETTEMBRE 2026 – “Il dossier del Relatore Speciale ONU Marcos Orellana lo mette nero su bianco: l’inquinamento da PFAS non è solo un’emergenza ecologica o sanitaria, ma una sistematica e gravissima violazione dei diritti umani fondamentali. Aree come il Veneto centrale e Alessandria sono state trasformate in vere e proprie ‘zone di sacrificio’, dove la salute delle persone e il futuro delle prossime generazioni sono stati barattati in nome del profitto industriale. È un’asimmetria intollerabile tra chi incassa i guadagni e chi paga le conseguenze con la propria vita.” Lo dichiara Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando il rapporto “Forever chemicals and human rights” che verrà presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite il prossimo 7 settembre.

“Il rapporto dell’ONU smonta pezzo per pezzo la narrazione tossica delle lobby della chimica”, prosegue l’eurodeputata. “Siamo di fronte a un’ostinata resistenza industriale che punta a salvare i propri bilanci frammentando la regolamentazione: pretendono di dirci che solo una trentina di sostanze siano pericolose, mentre la scienza indipendente denuncia da tempo la gravità dell’intero gruppo dei PFAS. Dati scientifici allarmanti dimostrano che persino le molecole più piccole e diffuse, come l’acido trifluoroacetico (TFA), hanno un impatto devastante sulla fertilità umana e sulla salute riproduttiva, oltre ad essere pure climalteranti. E vengono definiti non pericolosi dai lobbisti pagati per plasmare la posizione dei politici, qui in Europa. Continuare a ignorare questi dati significa rendersi complici di un disastro ambientale e sociale criminale”, spiega Guarda.

“Mentre l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) valuta gli scenari di restrizione, la politica europea e nazionale deve trovare il coraggio di scegliere da che parte stare. Gli scenari delineati dall’ECHA parlano chiaro: solo un divieto completo e senza scorciatoie potrà fermare un accumulo che oggi richiede risorse spaventose – rimuovere i Pfas dall’ambiente costerà duemila miliardi in vent’anni – lasciando la collettività a pagare il conto della contaminazione.”

“Accolgo e rilancio con forza l’appello del Relatore ONU per l’avvio immediato di negoziati per un Trattato Globale vincolante che metta al bando gli inquinanti eterni. L’Unione Europea fermi i tentativi di annacquamento normativo, applichi rigorosamente il principio ‘chi inquina paga’ e tuteli chi difende i territori. Non c’è più tempo da perdere: ogni giorno di inazione politica è un giorno in più di diritti calpestati”, conclude Guarda.

CONDIVIDI:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *