PFAS, GUARDA (AVS): “MANCATA TRANSIZIONE COSTERÀ 2MILA MILIARDI, COMPROMESSA COMPETITIVITÀ UE”

27 Febbraio 2026

BRUXELLES, 25 FEB – “Chiedere deroghe illimitate per i PFAS in ambito industriale non solo significa suggerire ai legislatori di rinunciare alla chimica del futuro, condannando l’Europa a perdere la sfida della competitività globale. Non investire in questa transizione, secondo l’ultimo studio commissionato dalla Commissione europea, significa perdere quasi 2 mila miliardi di euro”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Cristina Guarda, intervenendo durante la presentazione dello studio sugli effetti dei PFAS sulla competitività industriale europea, commissionato dalla commissione del Parlamento europeo su Industria, energia e ricerca.

“Da 11 anni mi occupo di PFAS vivendo sulla pelle del mio territorio le conseguenze di una contaminazione diffusa”, ha spiegato Guarda. “Non possiamo accettare analisi parziali che ignorano i costi enormi già oggi a carico delle istituzioni pubbliche, sanitarie, delle aziende e dei cittadini per la mancata azione sui PFAS. Con la prospettiva di avere costi sanitari tra i 50 e gli 80 miliardi all’anno” ha spiegato.

“Il problema va approcciato a 360 gradi, non solo dal punto di vista di una parte dell’industria chimica. Dalla componentistica elettronica ai pannelli solari, fino alle batterie e agli elettrolizzatori, esistono già imprese europee che hanno scelto il ‘phase-out’. Molte aziende stanno già sostituendo i gas fluorurati con soluzioni ‘green’ e chiedono all’Europa certezza regolatoria e fondi per la ricerca, non passi indietro. Chi frena oggi ignora una responsabilità etica e sociale che il mondo dell’impresa deve assumersi”, ha continuato l’europarlamentare.

“La competitività si costruisce con la chimica sicura e investimenti in soluzioni europee d’avanguardia. Ignorare la persistenza e la tossicità di queste sostanze, compresi i prodotti di degradazione come il TFA, è un errore pericoloso. Non si può sollecitare un’impunità senza fine: serve una timeline dedicata per la fuoriuscita dai PFAS per garantire salute ai cittadini e futuro alle imprese europee” ha concluso.

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