PFAS, GUARDA (AVS): “A SPINETTA MARENGO SALUTE NON IN VENDITA. REGIONE E MINISTERO NON ABBANDONINO IL PROCESSO PER ACCORDI MONETARI”

2 Giugno 2026
BRUXELLES, 2 GIU 2026 – “La salute dei cittadini e il futuro del territorio di Spinetta Marengo non possono essere l’oggetto di una transazione economica al ribasso. Mercoledì 3 giugno, davanti al Tribunale di Alessandria, sarò anche se da lontano al fianco dei comitati e dei cittadini che resistono per chiedere giustizia e verità sul disastro ambientale causato dai PFAS”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, intervenendo in merito all’udienza preliminare a carico degli ex direttori del polo chimico gestito da Syensqo (ex Solvay) e al presidio promosso dalle associazioni locali.
“Il crollo delle parti civili rimaste in aula, passate da 300 a 22 a causa dei risarcimenti proposti dalla multinazionale, è un segnale allarmante. Ma ciò che desta profonda preoccupazione è il silenzio delle istituzioni. È inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Piemonte stiano conducendo trattative riservate per un accordo economico che li porterebbe a sfilarsi dal processo, proprio mentre la Giunta regionale si trincera dietro i ‘non so’ e non rispetta le scadenze promesse alla cittadinanza” continua l’eurodeputata.
“L’assessore Riboldi convoca task force e promette monitoraggi che poi, nei fatti, faticano a tradursi in risposte tempestive sul territorio. I cittadini aspettano ancora il completamento del biomonitoraggio a partire dal raggio dei tre chilometri dallo stabilimento. Inoltre, sebbene sia stata finalmente trovata la soluzione per l’uso del macchinario di Torino per le analisi del sangue, manca ancora la definizione della tariffa. Non si può chiedere alla popolazione di andare fino a Milano per un esame che spetta alla sanità piemontese garantire in loco” continua.
“Sosteniamo con forza i comitati nel chiedere lo stop immediato ad accordi stragiudiziali che vanificherebbero il processo. Pretendiamo assoluta trasparenza sulle bonifiche della falda acquifera, il blocco immediato della produzione di composti PFAS (compreso il cC6O4) entro l’anno e un confronto pubblico trasparente sull’iter del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), fermo da gennaio, mentre è scandalosamente bloccato l’iter per la bonifica esterna, a causa di una Provincia che non si sta muovendo e che non ha ancora completato il piano di caratterizzazione. La memoria di chi ha lottato per questa terra, come Claudio Lombardi, merita giustizia, non una liquidazione in denaro”, conclude Guarda.
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