BRUXELLES, 5 MAR – “Scongiurato il bando totale sul ‘veggie burger’: l’accordo raggiunto oggi nel trilogo salva almeno il buonsenso, respingendo il tentativo più estremo del centrodestra di oscurare il mercato vegetale”. Così l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Cristina Guarda, commenta l’esito dei negoziati UE sulla denominazione dei prodotti plant-based.
“È una vittoria importante per i consumatori e per gli imprenditori agricoli innovativi, ma non possiamo ignorare l’ipocrisia di chi ha cercato fino all’ultimo di punire questo settore. Se il termine ‘burger’ è salvo, l’inserimento in una ‘lista nera’ di parole come ‘bistecca’ o ‘fegato’ vegetale resta un errore strategico che non protegge nessuno e crea solo confusione burocratica” spiega Guarda.
L’eurodeputata di AVS punta il dito contro lo spreco di tempo politico: “I veri sconfitti da questo accordo sono gli agricoltori. Abbiamo sprecato tempo prezioso in battaglie terminologiche invece di concentrarci su ciò che conta davvero: rafforzare il loro potere contrattuale nella filiera e migliorare le tutele nei contratti. Su questo fronte, purtroppo, è stato fatto ancora troppo poco.”
“Ostacolare il mercato plant-based significa fare un danno diretto al reddito agricolo. I prezzi delle materie prime vegetali per consumo umano sono superiori a quelli della mangimistica: negare queste opportunità ai nostri agricoltori, in nome di una presunta difesa della tradizione, è un controsenso economico. La vera minaccia per l’agricoltura europea non sono i nomi dei prodotti veg, scelti consapevolmente da milioni di cittadini, ma l’incapacità di sostenere l’innovazione e il valore aggiunto dei nostri campi” conclude l’eurodeputata.
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