LATTE, GUARDA (AVS): “ALLEVATORI IN GINOCCHIO, COMMISSIONE UE ATTIVI SUBITO RIDUZIONE VOLONTARIA PRODUZIONE”

18 Marzo 2026

BRUXELLES, 18 MAR – “Nell’Alta Padovana 400 allevatori stanno lavorando in perdita: produrre un litro di latte costa oltre 50 centesimi, ma il mercato spot ne riconosce appena 20. È una crisi annunciata che l’Europa sta guardando passare con colpevole ritardo”. Così l’eurodeputata Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra è intervenuta oggi in Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, denunciando il crollo dei prezzi che sta travolgendo il settore lattiero-caseario.

“Siamo di fronte a uno schema che si ripete ciclicamente dal 2015, anno della fine delle quote latte”, spiega Guarda. “L’Unione Europea ha scelto la via del liberismo, abdicando al suo ruolo di regolatore e lasciando i produttori in balia della volatilità globale. Oggi paghiamo l’eccesso di offerta, la chiusura del mercato cinese e le strategie dei grandi gruppi industriali, ma a pagare il conto sono solo gli anelli più deboli della filiera”.

“Il sistema di riduzione volontaria delle consegne previsto dall’OCM è uno strumento utile, ma non può essere attivato sempre a crisi già conclamata, quando le stalle hanno già accumulato perdite insostenibili. Gli indicatori del mercato globale avevano previsto questo crollo già alla fine del 2025: perché la Commissione non è intervenuta prima? Chiediamo l’attivazione immediata del meccanismo di riduzione dei volumi per fermare la spirale al ribasso” continua l’eurodeputata.

“In Italia il latte ‘spot’ rappresenta una quota altissima in Italia rispetto a quella di altri Paesi, ed espone i nostri allevatori agli shock internazionali senza paracadute contrattuali. Se a questo aggiungiamo che il 35% del latte lavorato in Italia arriva dall’estero, capiamo perché i nostri produttori siano i primi a finire stritolati” spiega.

“Non è solo una questione di settore, è una questione di principio e solidarietà verso chi presidia i nostri territori. Dobbiamo passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione delle crisi. L’Europa deve smettere di essere spettatrice dei mercati e tornare a governarli, garantendo prezzi dignitosi e stabilità a chi produce cibo” conclude.

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