La siccità ci sta presentando il conto, con danni pari a 50 miliardi di euro solo nel 2022. Cinque milioni di lavoratori agricoli sono in ginocchio per la mancanza d’acqua. I raccolti crollano, i suoli si degradano, la perdita di biodiversità accelera. Questa è la nuova normalità climatica in Europa, e chi la nega o la ignora ne è complice. La nuova PAC ne deve tenere conto.
In plenaria a Strasburgo, durante il dibattito sulla dichiarazione della Commissione europea sulla Politica agricola comune post-2027, ho ribadito che servono scelte coraggiose e lungimiranti. Chi lavora la terra con rispetto e responsabilità non viene riconosciuto per quello che garantisce a tutti: un suolo vivo, che trattiene acqua, che custodisce biodiversità e produce cibo. Un bene comune.
Questi sono gli agricoltori custodi del nostro futuro, e come tali devono essere sostenuti. A breve scopriremo le nuove proposte per la prossima PAC: mi auguro che non si tratti di promesse vuote. Servono strumenti concreti, stabili e accessibili. Questa strategia ha già un nome: agroecologia.
Al Commissario e ai colleghi dico chiaramente: basta rincorrere gli interessi di chi non vuole cambiare. Costruiamo finalmente una politica agricola che protegga chi ci protegge, chi lavora ogni giorno per la nostra sicurezza alimentare, per il territorio e per il clima.
Leggi il comunicato stampa.
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