“LA LEGA ATTACCO UN SEMINARIO SULLO STATO DI DIRITTO E LA LIBERTA’ DI STAMPA IN ITALIA”

21 Aprile 2026

BRUXELLES, 12 MAR – “In queste ore la Lega sta attaccando un evento che abbiamo organizzato al Parlamento europeo sullo Stato di diritto in Italia. Parlano di ‘fake news’ e ci accusano di essere ‘anti-italiani’. Fa sorridere che le persone che vorrebbero censurare l’incontro sono le stesse che ogni giorno invocano la libertà di parola e che si stracciano le vesti quando un gruppo di neofascisti non viene fatto entrare alla Camera. Gli stessi che hanno bloccato la missione in Italia della Commissione LIBE che voleva indagare lo Stato di diritto nel nostro Paese così come ha fatto in altri Stati membri”. Lo dichiarano gli eurodeputati Cristina Guarda (AVS), Alessandro Zan (PD) e Gaetano Pedullà (M5S).

“Il seminario – a cui partecipano media e ong come Amnesty International, Domani e Arci – non è propaganda contro l’Italia, ma un momento di ascolto di giornalisti, ong e organismi indipendenti che da tempo documentano criticità molto concrete: dall’uso di spyware contro giornalisti e attivisti, alle querele temerarie che colpiscono la stampa indipendente, fino al nuovo Decreto Sicurezza che introduce il fermo preventivo fino a 12 ore e sanzioni pesantissime contro chi manifesta pacificamente” spiegano gli eurodeputati.
“Sono questioni sollevate da procure, organizzazioni per i diritti umani e osservatori internazionali, non slogan di parte. In questo contesto, è legittimo e doveroso interrogarsi sullo stato della democrazia, sul pluralismo dell’informazione e sulla libertà di protesta nel nostro Paese, soprattutto alla luce del peggioramento degli indicatori internazionali sulla libertà di stampa” continuano.
“Di cosa hanno paura? Di ciò che può emergere dando voce a giornalisti, ong e organismi indipendenti sullo stato della democrazia e della libertà di stampa in Italia sotto il governo Meloni? Difendere i diritti e lo stato di diritto non vuol dire essere anti-italiani, semmai il suo contrario: significa difendere l’Italia e la sua Costituzione” concludono.
CONDIVIDI:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *