GUARDA (AVS): “VERGNOGNOSO IL VIA LIBERA AL RADUNO NEONAZISTA IN TRENTINO. PIANTEDOSI SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA'”

2 Settembre 2026

BRUXELLES, 2 SETTEMBRE 2026 – “È di una gravità inaudita che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Trento abbia dato il via libera al raduno ‘Ritorno a Camelot’, organizzato dal Veneto Fronte Skinheads a Pietramurata. Per quattro giorni centinaia di militanti neonazisti, si riuniranno indisturbati sul nostro territorio, mentre lo Stato è costretto a schierare 140 uomini delle forze dell’ordine per contenere i danni”, lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.

“Come ha già denunciato il mio collega e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, non si tratta di un evento folkloristico né di libera espressione: è la messa in scena organizzata di un’ideologia che la nostra Costituzione ripudia e contro cui si è fondata. Abbiamo chiesto a più riprese al ministro Piantedosi di applicare la legge Mancino e vietare l’evento. Il ministro ha scelto di ignorarci. Questo silenzio ha un nome, ed è complicità politica”, dichiara Guarda.

“Ancora più inquietante è la reazione di Roberto Vannacci, che di fronte alla partecipazione di esponenti di Futuro Nazionale al raduno si è limitato a dire che ‘ognuno è libero di partecipare all’iniziativa che ritiene opportuno’. Un europarlamentare che equipara la libertà di partecipare a una festa a quella di sedersi accanto a chi inneggia a ideologie naziste e suprematiste: è la prova plastica di quanto la destra italiana consideri il neofascismo un’opinione come le altre, anziché un reato contro la nostra democrazia”, continua l’eurodeputata.

“Esprimo piena solidarietà alla comunità di Pietramurata, costrette a subire la militarizzazione del proprio territorio per l’inerzia di questo Governo. E la mia vicinanza a chi, il 3 settembre, scenderà pacificamente in piazza a dire no a questo scempio”, dichiara Guarda.

“Pretendiamo risposte immediate dal ministro Piantedosi in Parlamento. Non permetteremo che la complicità sia la norma”, conclude.

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