GUARDA (AVS): “RAPPORTO GREENPEACE SU ALLEVAMENTI INTENSIVI CONFERMA ALLARME PIANURA PADANA”

1 Maggio 2026

BRUXELLES, 12 MAG – “Il rapporto ‘Padania avvelenata’ di Greenpeace non è purtroppo un fulmine a ciel sereno, ma la drammatica conferma scientifica di una realtà che denunciamo da anni: il modello degli allevamenti intensivi nella Pianura Padana è insostenibile e sta soffocando i nostri territori, minacciando direttamente l’ambiente e la salute dei12 cittadini”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, commentando i dati della ricerca scientifica realizzata con il supporto dell’Università di Siena.

“I numeri emersi sono impietosi — continua Guarda —, concentrare in sole quattro regioni il 60% dei bovini e degli avicoli e oltre l’80% dei suini d’Italia significa aver creato una bomba ecologica. Le oltre 162 mila tonnellate di ammoniaca e i quasi 13 milioni di tonnellate di gas serra immessi nell’atmosfera ogni anno si traducono nel record negativo di smog che respiriamo, con picchi inaccettabili in province venete come Verona, Padova, Treviso e Vicenza, e metropoli come Milano che registra concentrazioni di ammoniaca fino a quattro volte superiori a Londra o Barcellona” dichiara.

“Questo sistema industriale non calpesta solo i diritti dei cittadini a respirare aria pulita, ma si regge sulla sofferenza di milioni di animali stipati in spazi ridotti. Le altissime concentrazioni di ammoniaca rilevate all’esterno sono lo specchio dei gas che gli animali sono costretti a respirare H24 all’interno dei capannoni, con gravissimi danni alle loro vie respiratorie e al loro benessere complessivo. La salute umana, quella ambientale e quella animale sono interconnesse: non può esserci sostenibilità finché consideriamo gli animali come meri ingranaggi di una catena di montaggio” spiega Guarda.

“In tutto questo gli agricoltori e gli allevatori sono stati spinti dalle logiche della grande distribuzione e dalle stesse politiche comunitarie a fare investimenti colossali, che oggi si sono trasformati in vere e proprie maglie di forza economiche. E la responsabilità più grave è delle istituzioni, che sapevano perfettamente come questo modello avrebbe generato il danno sanitario e climatico che oggi è sotto gli occhi di tutti” continua.

“L’Europa e le istituzioni locali devono agire subito: non possiamo continuare a finanziare con la PAC (Politica Agricola Comune) un sistema iper-intensivo. Chiediamo una moratoria sui nuovi allevamenti e un piano strutturale di riconversione verso l’agroecologia, che garantisca la transizione ecologica e il rispetto del benessere animale”, conclude l’eurodeputata.

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