GUARDA (AVS): “OK IL MONITORAGGIO SUI PFAS NEGLI ALIMENTI MA MANCANO I VEGETALI: LA REGIONE CONTINUA A NON FINANZIARE LA RICERCA IN AGRICOLTURA”

28 Luglio 2026
BRUXELLES, 28 LUGLIO 2026 – “Monitorare la presenza di Pfas nei prodotti di origine animale è necessario, e va bene che Regione, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Arpa Veneto e Aziende Ulss lo facciano insieme. Ma il monitoraggio da solo non basta”, lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.
“La competenza veneta non può si può preoccupare solo degli alimenti regolamentati a livello europeo, deve dare risposte a ogni tipo di coltivazione – compresi i vegatali – grazie ad investimenti veri nella ricerca a servizio degli agricoltori” continua Guarda.
“Sappiamo dal 2017 che i vegetali sono contaminati e superano i valori di sicurezza di EFSA. Basterebbe confrontare le analisi sui vegetali, uova, carne e pesce del 2017 con gli ultimi valori di sicurezza indicati da EFSA nel 2018 e nel 2020. Per questo serve una ricerca vera: non basta monitorare, serve salvare il settore agricolo e i nostri agricoltori”, dichiara.
“Non è un caso che sia l’Università di Padova, con risorse proprie e alleandosi con ricercatori internazionali, a portare avanti la ricerca su questo tema. La Regione continua a disinteressarsi del finanziamento alla ricerca in una delle aree più contaminate d’Europa, mentre prova a minimizzare e a spostare altrove la responsabilità del problema”, aggiunge l’eurodeputata.
“Zaia in tredici anni di governo non ha protetto il Prosecco né le coltivazioni locali dalla contaminazione. Ha semplicemente scaricato il problema sul suo successore, senza avere mai messo in campo una vera strategia di prevenzione e riparazione. Iniziamo da interventi concreti: perché non partiamo dal bandire i fitosanitari contenenti Pfas? Chiediamo che vengano approvati in bilancio emendamenti sulla falsariga di quelli che ho presentato nelle due passate legislature, e che le destre hanno sistematicamente respinto: fondi per la ricerca e per l’assistenza agli agricoltori. Non ci interessa solo restare nei limiti fissati dai regolamenti europei, il che è tutto da provare, visto che il numero dei campioni è probabilmente troppo basso per stabilirlo. Vogliamo dare agli agricoltori veneti gli strumenti e le strategie per non essere danneggiati né dal sito ex Miteni né dalle emissioni di Pfas”, conclude Guarda.
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