GUARDA (AVS): “LA TRANSIZIONE GIUSTA SI PROGRAMMA, FLESSIBILITÀ UE È SOLO UN SALVAGENTE PER MELONI”

29 Maggio 2026

BRUXELLES, 29 MAG – “La lettera del Commissario Fitto sulla flessibilità dei fondi di coesione non è una soluzione strutturale, ma una marchetta politica per salvare il governo Meloni dai suoi stessi fallimenti sul PNRR”. Lo dichiara in una nota Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando la lettera inviata dal vicepresidente della Commissione UE ai 27 Paesi membri.

“Siamo di fronte ad un’enorme ipocrisia. L’Italia ha avuto a disposizione una quantità senza precedenti di risorse europee, tra PNRR e fondi di coesione, con una priorità chiarissima: investire nella transizione ecologica, nelle rinnovabili e nella mobilità sostenibile. Quei soldi non sono stati spesi. E oggi, di fronte all’incapacità cronica di programmazione di questo esecutivo, ci riduciamo a chiedere di poter raschiare il fondo del barile, usando gli spiccioli rimasti della coesione contro il caro-energia”.

“Sia chiaro: noi non siamo affatto contrari all’uso dei fondi europei per queste priorità, tutt’altro. Fin dall’inizio ho proposto di includere misure strutturali contro la povertà energetica e per lo sviluppo delle rinnovabili proprio all’interno della revisione a medio termine. Il problema non è la destinazione dei fondi, ma il fatto che si usi la flessibilità come un salvagente dell’ultimo minuto per coprire i ritardi di questo Governo”, precisa Guarda.

“Mentre la Spagna ha investito massicciamente i fondi europei nella transizione energetica e oggi è il Paese che sta soffrendo meno gli shock dei prezzi, l’Italia continua a trattare l’energia come un’emergenza improvvisa. Ma la dipendenza dai combustibili fossili e la vulnerabilità del nostro sistema sono nodi strutturali che ci portiamo dietro dalla crisi petrolifera del 1973, e più recentemente dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, non imprevisti dell’ultima ora” spiega Guarda.

“Se oggi, persino dopo la revisione intermedia, ci troviamo ancora in questa situazione di affanno, significa che il sistema è al collasso. Gli scandali e i ritardi sul PNRR nascono tutti da una pessima pianificazione e il rischio concreto è che la proposta della Commissione non sposti nulla di concreto. In vista della prossima programmazione europea che partirà nel 2028, dobbiamo cambiare radicalmente rotta: basta con la logica dei sussidi fossili e dell’emergenza, serve una programmazione seria, verde e trasparente”, conclude Guarda.

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