GUARDA (AVS) INTERROGA LA COMMISSIONE UE: “STOP ALLO SCUDO PER GLI INQUINATORI, IL GOVERNO ITALIANO TRADISCE LA DIRETTIVA EUROPEA”
BRUXELLES, 31 MARZO – “Ho depositato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea: il Governo italiano sta stravolgendo il recepimento della nuova Direttiva sulla tutela penale dell’ambiente per garantire una scappatoia a chi inquina. È un tentativo inaccettabile di restringere le maglie della giustizia proprio nel Paese che ha vissuto drammi come quello dei PFAS” lo dichiara in una nota Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
“La Direttiva UE parla chiaro: chi inquina deve rispondere dei propri reati anche se ha un’autorizzazione, qualora quel permesso violi palesemente le norme ambientali sostanziali. Lo schema di decreto italiano, invece, cancella questo principio e limita l’illegalità ai soli casi di corruzione o frode. Di fatto, si regala uno ‘scudo’ a chi avvelena il territorio nascondendosi dietro a permessi tecnici illegittimi o superati” spiega l’eurodeputata.
“Questa scelta rischia di avere effetti pesantissimi su processi come quello Miteni e sui futuri contenziosi legati alla contaminazione da PFAS. In questi procedimenti, la difesa usa spesso i titoli autorizzativi come scudo per negare l’illiceità dei fatti: se l’Italia recepisce la norma in modo così monco, ignorando le violazioni dei requisiti ambientali di sostanza, rischiamo un clamoroso passo indietro che indebolirà le accuse nei grandi disastri industriali”continua Guarda.
“Con la mia interrogazione chiedo formalmente a Bruxelles se questo recepimento ‘al ribasso’ sia compatibile con i trattati dell’Unione (art. 191 TFUE sul vincolo di risultato del recepimento). Non possiamo permettere che un atto nato per proteggere la salute dei cittadini diventi, nelle mani del Governo, un salvacondotto per i criminali ambientali” conclude.
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