GUARDA (AVS): “CHIUSURA PUNTO NASCITE VALDAGNO ERRORE POLITICO GRAVISSIMO, COSI’ SI UCCIDONO LE AREE INTERNE”

4 Giugno 2026
BRUXELLES 4 GIU – “Ho deciso di partorire a Valdagno dopo aver lottato, nel 2016, insieme alle mamme per salvare questo punto nascite dallo spostamento e dalla cancellazione. Ho scelto questa struttura perché, avendo studiato a fondo insieme a cittadini, associazioni e medici la qualità dell’offerta, sapevo che avrei ricevuto la migliore esperienza di parto e di accompagnamento per i primi giorni di vita di mia figlia. Sono stata seguita egregiamente, così come tutte le altre madri che hanno vissuto questa esperienza insieme a me”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda,.
“È gravissimo, ed è un enorme peccato politico, che si scelga di chiudere una struttura solo perché non raggiunge un determinato standard numerico di parti. Quello di Valdagno è classificato come un ospedale di montagna: serve contrade distanti che, in termini logistici, non riescono a raggiungere facilmente né Arzignano né la vicina ULSS Pedemontana. Qui si tratta di garantire il diritto fondamentale a servizi accessibili per le donne delle comunità rurali e interne del nostro territorio” dichiara Guarda.
“Quel presidio deve rimanere un punto di riferimento strategico. Ha un personale estremamente avanzato, dagli OSS alle ostetriche, fino a infermiere e ginecologi e vanta persino un servizio di anestesia dedicato” continua l’eurodepuata.
“Politicamente siamo di fronte a un errore drammatico. Smantellare un servizio d’eccellenza in un’area montana per meri calcoli ragionieristici è una violazione dei diritti di chi vive in montagna. Questo approccio vanifica i sacrifici degli amministratori locali per contrastare lo spopolamento delle piccole contrade. Esiste una consequenzialità spietata: prima si tagliano i servizi e si riducono gli investimenti, e poi puntualmente ci si lamenta dell’abbandono delle aree interne, che senza la cura dell’uomo finiscono per generare anche pesanti danni da dissesto idrogeologico” conclude.
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