GUARDA (AVS): “AGRICOLTORI OSTAGGI DEL FOSSILE. EUROPA COMPLICE DI UN SISTEMA FALLIMENTARE”

7 Luglio 2026

BRUXELLES, 7 LUGLIO 2026 – “Gli agricoltori europei sono le prime vittime di un sistema che li ha resi schiavi del fossile e ora si trovano schiacciati da rincari insostenibili. La responsabilità di questa crisi è di una politica europea miope che non fornisce gli strumenti strutturali per cambiare. È inaccettabile che l’Unione Europea continui a finanziare la dipendenza dalla chimica anziché investire nell’alternativa e nell’autonomia delle nostre aziende”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, sul voto contrario alla proposta della Commissione Europea sugli aiuti d’emergenza per i costi dei fertilizzanti, legati alle tensioni in Medio Oriente.

“Sappiamo fin dalla crisi petrolifera del 1973 che il settore agricolo non può e non deve dipendere dai fertilizzanti chimici di sintesi. Eppure, per oltre cinquant’anni si è continuato a fare l’esatto contrario: si sono demonizzate le alternative agronomiche, ostacolando la ricerca, le pratiche agroecologiche e la rigenerazione naturale dei suoli. I produttori oggi sono allo stremo perché privati di reali alternative: a maggio 2026 i fertilizzanti azotati hanno registrato un’impennata del 70% rispetto alla media del 2024. Ma la risposta di Bruxelles è l’ennesima misura-tampone a breve termine che aggira il problema. Questo provvedimento da 540 milioni di euro è un sussidio che non risolve la vulnerabilità strutturale del settore, ma fa solo gli interessi delle multinazionali del fossile” continua Guarda.

“I premi per chi riduce l’uso di chimica e rigenera i suoli sono lasciati alla discrezionalità degli Stati membri. Di fatto, l’impianto della misura finirà per compensare maggiormente chi utilizza più fertilizzanti chimici, perpetuando un circolo vizioso. Si continuano a sottrarre risorse strategiche allo sviluppo rurale a lungo termine per pagare i conti dell’industria fossile. Gli agricoltori vogliono e sanno innovare, ma vanno messi in condizione di farlo, smettendo di boicottare le soluzioni agronomiche sostenibili. Continuare a sovvenzionare il fossile senza offrire una reale via d’uscita è un vicolo cieco politico ed economico che non intendiamo assecondare”, conclude l’eurodeputata.

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