FERTILIZZANTI, GUARDA (AVS): “CRISI STRUTTURALE E FOSSILE, IL PIANO UE AFFRONTA SOLO I SINTOMI”

19 Maggio 2026
BRUXELLES, 19 MAG – “La crisi dei fertilizzanti è una crisi fossile. Finché non la trattiamo come tale, continueremo a rincorrere le emergenze invece di prevenirle,” lo dichiara l’eurodeputata Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra in una nota, a margine del piano presentato dalla Commissione europea sulla crisi dei fertilizzanti. “Finché la produzione di azoto dipende dal gas, ogni guerra, ogni chiusura di uno stretto, ogni decisione di un regime esportatore diventa automaticamente una crisi agricola europea e mondiale,” continua l’eurodeputata. 
“La chiusura dello Stretto di Hormuz lo ha dimostrato ancora una volta: l’azoto al 70% sopra i livelli del 2024, gli agricoltori in difficoltà, le famiglie che pagheranno il conto al supermercato. A chi parla di geopolitica rispondo che questo è il risultato prevedibile di un sistema costruito sulla dipendenza fossile, che Trump e Netanyahu hanno contribuito a far esplodere con l’ennesima guerra inutile in Medio Oriente”, dichiara.
“Il piano presentato oggi dalla Commissione contiene alcune scelte che vanno in questa direzione, come l’invito agli Stati membri a riorientare fondi della PAC verso misure che migliorano la circolarità nell’uso dei nutrienti o il sostegno all’agricoltura biologica e agroecologia, riconosciuta come un modello che riduce la dipendenza dai fertilizzanti sintetici, migliora la salute del suolo e rafforza la resilienza” spiega Guarda.
“Ma il problema è strutturale e il piano si limita ad affrontare i sintomi, senza fornire una visione per uscire dalla dipendenza fossile: l’UE importa circa il 90% del gas che consuma e fino al 45% dei fertilizzanti azotati, come accaduto nel 2022. Dopo quella crisi non abbiamo aumentato la nostra autonomia e ci ritroviamo oggi nella stessa trappola. Aiuti di liquidità, sostegno ai produttori colpiti dai rincari energetici, scorte strategiche, diversificazione delle forniture: cambiamo fornitore, non il modello. Senza condizioni chiare sulla transizione, stiamo semplicemente finanziando la prossima crisi” sottolinea Guarda.
“Capisco chi mi dice che gli agricoltori non possono aspettare e che le famiglie già faticano a fare la spesa. Hanno ragione. Ma il problema non è la scarsità di cibo né di fertilizzanti: è la volatilità dei prezzi, che colpisce gli agricoltori e schiaccia le famiglie più povere. L’unico modo per proteggerli davvero è svincolarli da questo sistema. E per farlo bisogna uscire dal fossile,” afferma l’eurodeputata di AVS.
“Nel piano della Commissione non c’è un obiettivo chiaro su dove vogliamo essere tra cinque o dieci anni. Senza quello, ogni riferimento alle alternative resta un esercizio retorico. Negli ultimi trent’anni i sistemi agricoli europei sono diventati sempre più dipendenti da input sintetici importati. Serve un piano che inverta quella traiettoria, non che la gestisca” conclude Guarda.
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