CRISTINA GUARDA (AVS): “SULLA CONSULTAZIONE PIZAT SOLO 23 GIORNI PER LE OSSERVAZIONI: LA REGIONE VENETO CHIUDE LE PORTE AI CITTADINI”
Bruxelles, 2 settembre 2026 – “Sulle energie rinnovabili e sul governo del territorio la Regione Veneto sceglie la via della burocrazia formale, voltando le spalle alla partecipazione democratica.” A denunciarlo è l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, che interviene duramente sulle modalità con cui la Giunta Regionale ha aperto la fase di consultazione pubblica per il PIZAT (Piano di individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri per le fonti rinnovabili).
“Pianificare la transizione ecologica ed individuare le aree idonee è un passaggio fondamentale che condivido e sostengo” commenta Cristina Guarda. “Ma la scelta politica della Regione di pubblicare la delibera in pieno agosto, ovvero nel cuore del periodo di ferie, concedendo appena 23 giorni di tempo e per di più vincolando la visione delle mappe a una piattaforma informatica complessa e specialistica come il WebGIS, lancia un messaggio chiaro: fare lo stretto indispensabile per risultare formalmente in regola con le norme sulle consultazioni pubbliche, evitando però nei fatti il vero confronto con i cittadini e con le Associazioni.”
“Prevedere un termine così ristretto significa limitare il diritto dei Veneti di esprimersi su come cambierà il proprio territorio. Non si può chiedere alla popolazione di partecipare ad una trasformazione così importante senza darle gli strumenti e il tempo per farlo. La democrazia partecipativa non è un impiccio burocratico da sbrigare in fretta prima della riapertura di settembre, ma un pilastro della trasparenza. Per rafforzarlo, serve volontà politica di co-progettare con e per il territorio e chi lo abita.
Per queste ragioni ho presentato una formale richiesta di proroga dei termini alla Giunta regionale, all’Assessore Zecchinato, all’Assessore Bitonci e agli Uffici preposti per chiedere un differimento della scadenza di almeno 45 giorni (come stabilito dalle direttive europee in materia di consultazioni pubbliche in seno alle Valutazioni Ambientali Strategiche – VAS) e l’adozione di strumenti tecnici facilmente accessibili. Se la Regione crede davvero nel valore del piano che ha adottato, dimostri di non aver paura del confronto e apra le porte ai cittadini. La partecipazione è il mezzo fondamentale della democrazia.” conclude Guarda.
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