Cristina Guarda (AVS): La Regione difenda il proprio lavoro e i cittadini veneti di fronte agli interessi privati. Inaccettabile l’ennesimo immobilismo nella tutela dell’acqua pubblica.
“Era già imbarazzante il ritardo con cui la Regione Veneto, rispetto alla Direttiva europea 80/778 recepita in Italia nel 1988, aveva deliberato solo nell’aprile 2026 l’approvazione definitiva delle perimetrazioni delle aree di salvaguardia.
Sono stati spesi fondi pubblici per la realizzazione di complessi studi specialistici idrogeologici curati dai massimi esperti, studi che confermano tecnicamente come la falda che scorre sotto Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla, e che alimenta persino l’acquedotto di Padova, sia estremamente vulnerabile e necessiti di assoluta tutela.
Risulta quindi inaccettabile che la Giunta rimanga passivamente in silenzio da ben tre mesi di fronte a due ricorsi al TAR presentati da un’azienda privata. Un’azienda che, per fare profitto, vuole rimettere in discussione la delibera regionale, le norme di protezione ambientale e i pareri negativi ricevuti.
Questo atteggiamento politico -aggiunge Guarda (AVS)- è un vero e proprio autosabotaggio ai danni della sicurezza dei cittadini veneti e ai danni di tutti gli Enti che si sono dichiarati contrari al progetto e che sono ora citati nella causa legale.
È il momento che la Regione esca dall’ambiguità, assuma una posizione chiara a fianco dei territori – conclude Guarda (AVS) – e utilizzi ogni strumento legale ed amministrativo per difendere il proprio operato, la qualità delle falde acquifere, il futuro dell’agricoltura veneta, ma soprattutto la salute pubblica. O si lascerà che venga compromessa un’altra falda?”
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