BRUXELLES, 12 MAR – “Sarebbe criminale approvare il progetto di un’azienda insalubre di primo grado in una zona di ricarica di falda. Tanto più se quella falda è quella che dà da bere a Vicenza e all’intera comunità di Padova”. Lo afferma Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, alla vigilia della Conferenza dei servizi sull’autorizzazione di Silva (ex Safond).
“Sarebbe criminale perché qualsiasi sistema di prevenzione venga installato, se per qualche motivo non funzionasse, quella contaminazione renderebbe inutilizzabile quella falda per decenni, se non centinaia di anni. Abbiamo già visto le conseguenze economiche, sanitarie e sociali di una contaminazione irrimediabile con il caso Miteni e i PFAS”, prosegue l’eurodeputata.
“È dal 2006 che aspettiamo la documentazione necessaria per tutelare queste falde. La Regione non ha ancora approvato la definizione delle aree di salvaguardia, documenti sostanziali affinché le istituzioni prendano decisioni oggettive basate sul bene comune e non sugli interessi privati. Rispettiamo il principio di precauzione e le leggi sugli ecoreati che ci impongono di prevenire, non di curare una patologia irrimediabile o esporre a rischio la salute dei cittadini” continua Guarda.
“La Commissione Europea e la Commissione Petizioni stanno attenzionando il caso Silva e le pressioni sulla falda di Montecchio Precalcino, già colpita da inquinamento da PFAS contenuto in discariche non impermeabilizzate. La Provincia ha appena ricevuto una lettera dalla Commissione Petizioni che informa di questa attività di ispezione in corso: è fondamentale che ogni decisione non venga presa sulla base di pressioni altrui, ma sulla necessità di prendersi cura dei cittadini e della sicurezza del territorio”, conclude.
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