AGRICOLTURA, GUARDA (AVS): “UE INVESTA SULLE PROTEINE VEGETALI PER SOVRANITÀ ALIMENTARE E REDDITO AGRICOLO”

15 Aprile 2026

BRUXELLES, 15 APR – “Quello che stiamo vivendo è un momento storico, in cui c’è la necessità di una presenza europea forte nella produzione del cibo, per generare maggiore autonomia dal punto di vista alimentare. In questo senso, la produzione di leguminose è uno degli ambiti che possono valorizzare il lavoro degli agricoltori in maniera strategica”. Lo ha detto l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda, durante l’evento ‘Verso una rinascita dei legumi in Europa’ tenutosi al Parlamento europeo, a cui ha partecipato anche il Commissario europeo per l’Agricoltura Christophe Hansen.

“Oggi in Unione europea le leguminose per il consumo umano vengono principalmente importate, questo significa non generare un valore aggiunto per i nostri produttori. Con l’incontro di oggi affrontiamo temi cari all’agroalimentare, come la Pac e gli strumenti ad essa collegati: serve lavorare per una filiera delle leguminose più vicina agli agricoltori, per dare maggiori opportunità economiche al settore e abbattere i costi” continua Guarda.

“La Fao ha detto in maniera molto chiara che la chiusura dello Stretto di Hormuz provocherà una catastrofe di natura agroalimentare. Questa crisi deve essere l’occasione per l’Unione europea per definire una strategia per l’autonomia agricola, riducendo l’import di fertilizzanti. Qui non si parla solo di petrolio, ma di indipendenza e sovranità alimentare europea. Ridurre la dipendenza dalle importazioni estere significa valorizzare l’agricoltore e renderlo meno dipendente dalle fluttuazioni di mercato, proteggendo anche il consumatore finale” spiega l’eurodeputata.

“Nella mia regione, il Veneto, vediamo aree in sofferenza per la perdita di qualità del suolo: integrare le leguminose non è solo una scelta agronomica per fissare l’azoto, ma una necessità economica per garantire il futuro delle nostre aziende. Non c’è alcuna ragione agronomica per continuare a importare lenticchie dal Canada o soia dalle Americhe quando possiamo coltivarle qui. La chiave è investire in infrastrutture locali di stoccaggio e trasformazione: se gli agricoltori possono essiccare e lavorare il prodotto vicino al campo, catturano più valore e creano lavoro nelle aree rurali. Attraverso la riforma dell’OCM e il sostegno alle organizzazioni di produttori, possiamo dare agli agricoltori il potere contrattuale necessario per negoziare prezzi giusti con la grande distribuzione e le mense scolastiche” conclude.

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