AGRICOLTURA, GUARDA (AVS): “OBBLIGO 6% BUDGET PAC PER I GIOVANI O IL RICAMBIO E IL DIRITTO A RESTARE SARÀ SOLO UNO SLOGAN”
BRUXELLES, 17 APRILE – “La Commissione Europea può presentare le strategie più ambiziose del mondo, ma senza un obbligo di spesa per gli Stati membri nella PAC, queste rimangono carta straccia. Se non obblighiamo i governi a dedicare almeno il 6% del budget agricolo ai giovani, il ricambio generazionale e il “right to stay” resterà uno slogan. Io mi batto perché questo diventi un obbligo normativo e non una semplice raccomandazione”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Cristina Guarda (AVS-Greens/EFA), unica rappresentante italiana del Parlamento europeo a partecipare all’incontro con la delegazione di giovani agricoltori statunitensi e dell’Unione Europea nell’ambito del programma ‘EU-U.S. Fellowship for Young Leaders in Agriculture’.
“I dati sono allarmanti: in Italia, l’età media degli agricoltori ha raggiunto i 63 anni, con un rapporto tra titolari over 65 e under 40 di quasi 5 a 1, un divario molto più profondo rispetto alla media europea, dove comunque l’età media è di 57 anni, e solo il 12% risulta sotto i 40 anni” spiega Guarda.
“Il ricambio generazionale deve valere per tutti i modelli agricoli, non solo per le grandi aziende, perché la crisi in atto è enorme e la risposta non può essere spingere i giovani verso la concentrazione fondiaria e l’indebitamento. Per me competitività non significa per forza grandezza: significa più cooperazione, aggregazione, filiere che funzionano e mercati che pagano prezzi giusti. Non è solo una questione di sussidi, è una necessità di intervenire sul mercato a livello europeo, ed è la battaglia che sto portando avanti con la riforma dell’OCM” continua l’eurodeputata.
“Non smetterò mai di ribadire che l’accesso alla terra rappresenta uno dei problemi più grandi per i giovani che vogliono fare agricoltura. Non possiamo continuare a delegare il tema esclusivamente agli Stati membri: si tratta di una questione strutturale che va affrontata a livello europeo con strumenti comuni” dichiara Guarda.
“I finanziamenti europei devono garantire l’accesso ai servizi essenziali su tutto il territorio e non solo nelle aree urbane. Questo è il vero senso della coesione. Serve però una direzione chiara da Bruxelles, non buone intenzioni lasciate alla discrezionalità nazionale perché, altrimenti, i fondi continueranno a fluire dove è più facile spenderli, ovvero nelle aree già sviluppate e “attrative”. È su questo punto che sto lavorando nel negoziato sul bilancio europeo, agendo tra le commissioni AGRI e REGI” spiega.
“C’è in gioco per i giovani il diritto a restare e tornare nei propri territori, un desiderio che vediamo sempre più forte da parte delle comunità rurali e che la coesione dovrebbe sostenere concretamente” conclude.
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