Scandalo Sesa – Tra rischi di danni ambientale e la politica compromessa

12 Giugno 2019
Ambiente

 

NB: l’articolo contiene un aggiornamento al 29 ottobre 2026

Servono analisi sul compost distribuito nei campi agricoli da Sesa e che la Lega chiarisca i suoi rapporti con le numerose società collegate all’azienda di Este, che ha come socio di maggioranza il Comune.

 

L’indagine della testata online Fanpage sul business del compost apre uno scenario drammatico. L’ennesimo nella nostra regione, ma con una chiara compromissione politica.

Un giro di affari cresciuto in misura esponenziale negli anni, passando dalle 386 mila tonnellate di rifiuti nel 2011 alle 473 mila del 2016 e una produzione di compost pari a 68 mila tonnellate scaricate ogni giorno nella campagna con 25 camion ogni ora.

L’inchiesta giornalistica è davvero terrificante e mi fa rabbrividire.

E su questo, la Regione ed l’Arpav, devono controllare ed è ciò che ufficialmente chiediamo. La cosa che più mi preoccupa, in quanto rappresentante della Regione, è che alle richieste dei cittadini di intervenire o alle denunce di emissioni odorigene che provengono da questa azienda, nessuna istituzione non ha mai dato una risposta o comunicato esiti di controlli.

È questa la politica regionale che noi Veneti vogliamo? Non vorrei mai pensare che appositamente i controlli su quei campi non siano stati fatti per le implicazioni politiche. ma su questo punto attenderemo la risposta all’interrogazione.

Vanno in primis ringraziati i giornalisti di Fanpage per la loro inchiesta

Fare indagini giornalistiche oggi, soprattutto su ambiente e politica, non è semplice. Credo sia un campo dove le minacce volano e la corruzione del silenzio dilaga. Se non ci fossero questi giornalisti, purtroppo molte notizie non le avremmo mai.

I rischi ambientali

Sulla qualità però ci sono forti dubbi: le analisi chimiche realizzate da Fanpage tramite la Labo Consult sono preoccupanti, con la presenza di vetro e plastica, che restano per sempre nei campi, oltre alla concentrazione significativa di idrocarburi e metalli pesanti, come zinco e rame.

A questo proposito, con i colleghi Zanoni e Azzalin, abbiamo depositato IRS compost Sesa.

E’ doveroso da parte della Regione accertarne la provenienza, la tipologia e la quantità dei rifiuti trattati, da cui Sesa ricava il compost, oltre a verificare le eventuali contaminazioni nei terreni agricoli da vetro, plastica, idrocarburi e metalli pesanti.

Il compost rientra pienamente nelle buone pratiche dell’economia circolare: convertire in terriccio la raccolta della frazione umida che scartiamo nelle nostre case, è sicuramente una buona cosa, ma non possono esserci aziende che lo alterino ma soprattutto, dove sono i controlli? In attesa della risposta della Giunta, l’indagine scopre il retroscena politico.

 

La gestione politica che gravita attorno alla Lega

L’offerta dell’azienda a Fanpage, una sponsorizzazione di 300 mila euro in tre anni proposta dal responsabile delle relazioni esterne Fabrizio Ghedin, per poter visionare in anteprima l’inchiesta ed eventualmente aggiustarla è inquietante.

Poche ore dopo la pubblicazione dell’inchiesta, Fanpage ha scoperto che Ghedin, oltre ad essere assistente personale di Mandato (proprietario della holding) e curatore della comunicazione aziendale, era assunto con un contratto di collaborazione dalla sottosegretaria del Ministro per l’ambiente e la tutela del territorio, la leghista Vannia Gava. Son passate poche ore ma ha appena dato le dimissioni, dall’incarico!

 

Ma c’è un ulteriore aspetto che va chiarito, ovvero i legami tra la società di Este e la Lega di Salvini: secondo Fanpage, tra le numerose imprese che gravitano attorno al socio privato di Sesa ce n’è una che ha finanziato con 30 mila euro la ‘Lega per Salvini premier’ e un’altra ha come vicepresidente il senatore leghista di Treviso Giampaolo Vallardi.

 

Un insieme di rapporti piuttosto stretti sui quali il Carroccio dovrebbe fornire spiegazioni e sarebbe interessante anche sapere cosa ne pensa Zaia.

E voi? Cosa ne pensate?

 

Intanto, chiederò all’Assessore all’Ambiente Bottacin cosa ne pensa sugli illeciti ambientali, dopo il suo comunicato contro la Commissione Parlamentare sulle Ecomafie.

Aggiornamento 29 Ottobre 2026

L’Ing. Angelo Mandato in data 01/10/2026 mi chiede di potersi avvalere del diritto all’oblio in  riferimento a questo articolo insieme a SESA, BIOMAN E SNUA (che però non cito).

Ritengo doveroso invece aggiornare la notizia integrandola grazie alla documentazione sul decreto di archiviazione che lo riguarda e che lo stesso mi fornisce anche se inerente a fatti diversi rispetto a quelli di cui raccontavo nel 2019.

Stando infatti al decreto di archiviazione si evince che la Procura della Repubblica di Venezia (Direzione Distrettuale Antimafia) abbia condotto un’indagine nei confronti di tre figure apicali di SESA S.p.A per gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti ipotizzando che la società avesse ricevuto e trattato quantitativi superiori a quelli consentiti dalle AIA vigenti. L’indagine è stata in seguito archiviata perché i titoli autorizzativi emessi dalla Regione Veneto negli anni 2016-2019 indicavano per un mero errore materiale una potenzialità impiantistica complessiva autorizzata fino a 525.000 tonnellate/anno mentre l’impianto era autorizzato per un limite complessivo base di 445.000 tonnellate/anno. I decreti “errati” seguivano alla richiesta di SESA di convertire 80.000 tonnellate dalla frazione COMPOST già assentita con una pari quantità di FORSU, il tutto all’interno dei limiti stabiliti e autorizzati originariamente, come si può evincere dal Decreto del Direttore della Direzione Ambiente della Regione Veneto, n. 141 del 13.02.2020 di cui riporto il testo di seguito:

 

 

“…PRESO ATTO che nell’istanza, che ha dato origine alla predisposizione del Decreto del Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio n. 13 del 08.09.2016, la società SESA S.p.A. con nota prot. n. 2016CS00002341 del 27.06.2016, acquisita agli atti con prot. reg. n. 252586 del 29.06.2016, aveva presentato la richiesta di modifica non sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale, ai sensi dell’art. 29-nonies del D.lgs 152/2006, per riorganizzazione interna dell’installazione sita in Via Comuna n. 5/b a Este (PD), finalizzata all’accorpamento degli impianti per la produzione di biometano ottenuto dalla digestione anaerobica dei rifiuti organici;

CONSTATATO che la proposta prevedeva, in particolare, di mantenere invariati il processo di trattamento e la tipologia dei rifiuti sottoposti a recupero, convertendo però 80.000 t/anno di frazione verde in ingresso destinata al trattamento aerobico, compostaggio, con frazione organica FORSU avviata alla digestione anaerobica per la produzione del biometano nella terza sezione di digestione anaerobica;

PRESO ATTO degli esiti dell’incontro tecnico del 22.07.2016, nel quale gli Enti competenti hanno valutato “non sostanziali” le modifiche richieste all’Autorizzazione Integrata Ambientale, in ragione del fatto che quanto prospettato non comportava un incremento delle grandezze di soglia, in particolare della capacità di trattamento;

RILEVATO altresì che per mero errore materiale nel Decreto di modifica dell’autorizzazione n. 13 del 08.09.2016, pur prendendo atto della “Conversione di una parte del trattamento della frazione vegetale, pari a 80.000 ton/anno, già approvate dalla delibera di Giunta provinciale di Padova n. 256 del 29.05.2009, in trattamento della frazione organica FORSU avviata a digestione anaerobica per la produzione del biometano per pari quantità”, nella parte dispositiva al punto 10 è stata riportata una potenzialità impiantistica dei rifiuti avviati a recupero con riferimento alle biocelle di compostaggio di 185.000 tonn/anno, anziché di 105.000 tonn/anno;

PRESO ATTO che tale errore è stato riportato anche al punto 9 del Decreto del Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio n. 38 del 12.05.2017 e del Decreto del Direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio n. 102 del 18.12.2017, quest’ultimo ad oggi unico provvedimento vigente di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata alla ditta SESA S.p.A; …”

 

 

Ed infatti, solo con il citato decreto 141/2020 la Regione Veneto interveniva prendendo atto dell’errore in autotutela per correggere le inesattezze dei precedenti  decreti e chiarire la capienza limite.

Quindi la motivazione dell’archiviazione consiste nel fatto la società SESA S.p.A. e i suoi dirigenti hanno fatto affidamento su autorizzazioni errate ma ufficiali e ripetute nel tempo pubblicate dagli enti regionali .

Uno sbaglio da 146.448,23 tonnellate totali di rifiuti per una cifra ipotetica di € 13.180.358,70 complessivi in 4 anni e nessuno se ne è accorto? Di chi è la responsabilità?

 

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2 risposte a “Scandalo Sesa – Tra rischi di danni ambientale e la politica compromessa”

  1. Ci mancava questa chicca nel panorama del disastro ambientale della nostra regione. Quel compost finisce nella nostra alimentazione, nell’acqua, nell’aria e…siamo circondati! Questo grazie alle corruttele e ai legami mafiosi dell’Amministrazione regionale e di molte comunali. Pare assodato che oggi tutti hanno un prezzo, ma noi cittadini lo paghiamo mettendo a rischio la vita. Grazie a tutti i complici!

    • Carissima Beppa. Credo che non sarà neanche l’ultimo!! Doveva essere una best practice e invece… Vediamo ora la procura come gestisce il caso e se la regione intende avviare campionamenti nei terreni dove è stato distribuito.

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