I luoghi che contano

Il diritto di restare nelle aree rurali

"L'Europa sta per decidere il futuro delle aree rurali. Desidero che quella decisione la si costruisca con e per chi ci vive, sentendo la fatica di chi ci resta, riconoscendo il valore di chi si prende cura delle persone e della natura lontano dalle città."

Cristina Guarda
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Spopolamento, servizi in declino, infrastrutture fragili, opportunità lavorative sempre più rare. Le aree interne, rurali e le terre alte d'Italia pagano un prezzo altissimo, eppure custodiscono risorse decisive per l'intera collettività: acqua, paesaggio, biodiversità, energia, comunità. Per questo credo che ignorare questi territori sia un errore strategico, con costi sociali, ambientali ed economici enormi, oltre che un'ingiustizia per chi ci abita, chi vorrebbe tornare o scegliere di viverci.

67%

C'è infatti un errore di fondo che la politica commette da anni: pensare che i giovani vogliano solo scappare da questi territori. I dati ci dicono l'opposto. Il Report “Giovani Dentro” di Riabitare l'Italia ci dice che il 67% dei giovani che vivono nelle aree interne vuole restare, e la metà di loro vuole pianificare lì la propria vita e il proprio lavoro.

Cura e partecipazione: il valore invisibile delle aree interne

Le aree interne non sono soltanto ciò che producono o ciò che offrono al resto del Paese: sono luoghi in cui le persone vivono, si prendono cura le une delle altre, decidono insieme il proprio futuro. Esiste, spesso invisibile alle politiche pubbliche, una rete di cura fatta di relazioni di prossimità e solidarietà intergenerazionale, che tiene in vita le comunità anche quando i servizi vengono meno e che rischia di spezzarsi se non investiamo nelle condizioni che la rendono possibile.

Con la campagna "I luoghi che contano" voglio portare al centro del dibattito europeo questa cura e le persone. Perché mancano i servizi sanitari di prossimità, i trasporti, meccanismi reali di partecipazione alle decisioni sul territorio. Senza questi elementi, il diritto di restare rimane uno slogan. Accanto alle proposte su servizi e infrastrutture, raccolgo le esperienze di chi già pratica cura collettiva e partecipazione attiva, per portarle come modello nelle sedi istituzionali europee.

L'obiettivo

Al Parlamento Europeo sto lavorando perché il right to stay non sia solo un concetto pop sbandierato e abusato, ma perché diventi un principio operativo nella futura programmazione della politica di coesione post-2027. Questo significa fondi di coesione vincolati a obiettivi misurabili, investimenti in housing sociale e politiche di genere, trasporti pubblici nelle aree periferiche finanziati come infrastruttura di diritto.

Il questionario

Uno strumento centrale del progetto è un questionario, rivolto a chi vive nelle aree interne e rurali e a chi, dalle città, sta valutando un trasferimento o un ritorno. L'ho realizzato con Giulia Sonzogno, ricercatrice e attivista: alimenterà uno studio a supporto delle proposte politiche sul diritto di restare.

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15OTTOBRE

Places that Matter: Rural Areas and the Right to Stay (Luoghi che contano: aree rurali e diritto a restare)

15 ottobre 2026
15:00 – 18:00
Parlamento europeo, Bruxelles – Sala Spinelli 1E2.
Possibile seguire da remoto.

Interpretazione: EN / FR / DE / IT / ES

In tutta Europa, le comunità rurali stanno attraversando profonde trasformazioni sociali, economiche e ambientali. Garantire che questi territori rimangano luoghi vivi in cui abitare, lavorare e costruire il proprio futuro è fondamentale per la coesione, la resilienza e la sostenibilità del progetto europeo.

La conferenza esplorerà come una transizione ecologica giusta possa creare nuove opportunità per le aree rurali, rafforzando al contempo le comunità locali, tutelando le risorse naturali e migliorando la qualità della vita. Sarà inoltre approfondito come priorità quali le energie rinnovabili, la tutela della biodiversità, i sistemi alimentari sostenibili, la giustizia territoriale e l’accesso ai servizi essenziali possano contribuire a rendere i territori rurali più vivi e resilienti e a rafforzare le connessioni tra aree rurali e urbane.

La conferenza sarà articolata in due panel, che riuniranno rappresentanti delle istituzioni e autorità locali, provenienti da tutta Europa. L’evento offrirà uno spazio per condividere esperienze, presentare iniziative virtuose e discutere una visione comune per il futuro delle aree rurali europee e per il Diritto a restare.

Relatori

  • Dite Dinesz – Giornalista e produttrice del programma televisivo Isolated in Romania
  • Henrik Blind – Politico dei Verdi di Jokkmokk, località rurale della Svezia settentrionale
  • Marie Pochon – Deputata dei Verdi all'Assemblea nazionale francese
  • José Antonio Pérez Valado – Sindaco di Verea
  • Solés Carabasa – Sindaca di Ponts (2020–2023), consigliera comunale e provinciale; Delegata del Governo a Lleida
  • Giulia Sonzogno – Ricercatrice, Dipartimento di Economia, Università Roma Tre
  • Rüdiger Tonojan – Membro del Parlamento del Baden-Württemberg, portavoce per le questioni rurali
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