Subappalti, segnale forte dal Parlamento. Ma sulle regole vincolanti le destre si tirano indietro
Oggi il Parlamento europeo ha approvato un rapporto di iniziativa (INI) contro gli abusi nelle catene di subappalto, a favore dei diritti dei lavoratori in tutti i settori, dall’agricoltura all’edilizia, dalla logistica ai servizi. .
“La relazione approvata oggi è un segnale importante”, dichiara Cristina Guarda, europarlamentare del gruppo Verdi/ALE. “Il Parlamento riconosce che le catene lunghe e opache di subappalto alimentano sfruttamento, dumping sociale e morti sul lavoro senza responsabili. Quanto emerso di recente anche nel mio Veneto, con migliaia di lavoratori agricoli costretti a turni massacranti senza tutele adeguate, dimostra una volta di più che non parliamo di casi isolati ma di un vero e proprio sistema, che abbiamo il dovere di smantellare”
“Ma va detto con chiarezza che le destre hanno votato contro le richieste chiave avanzate dai Verdi e difese dai sindacati: la richiesta di una direttiva europea sul subappalto, il limite a due livelli si subappalto e il principio per cui le attività principali devono restare sotto la responsabilità diretta dell’azienda capofila. Quando si tratta di introdurre regole vincolanti per fermare lo sfruttamento, qualcuno si tira indietro. È giusto che le persone sappiano chi sta davvero dalla parte dei lavoratori e chi no.”
“Non stiamo parlando di burocrazia, ma di diritti fondamentali”, prosegue Guarda. “Ora la Commissione deve prendere atto del voto del Parlamento e della necessità di agire con strumenti legislativi. Come Verdi chiediamo una direttiva europea contro le catene infinite di subappalto. I diritti dei lavoratori non possono restare senza tutele vincolanti”, conclude Cristina Guarda.
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