Studentessa cacciata di casa a Venezia: vergogna!

1 Agosto 2025

Quello che è accaduto a Venezia a una studentessa cacciata di casa e insultata per le sue origini meridionali è vergognoso. Mi unisco con forza alla solidarietà espressa dall’associazione UDU Venezia e mi auguro che anche il sindaco Brugnaro e il presidente Zaia condannino apertamente un episodio che ferisce la città e la nostra regione. Chi studia, lavora e vive in Veneto non è un corpo estraneo: è parte della nostra comunità, contribuisce ogni giorno con intelligenza e impegno a costruire il futuro del territorio. Da veneta, sento il dovere di dirlo chiaramente: questo comportamento non mi rappresenta e non rappresenta la maggioranza dei cittadini veneti.

Venezia è una città universitaria. Ma lo sarà ancora, se non si garantiscono condizioni di vita dignitose a chi sceglie di formarvisi? La carenza cronica di politiche per la casa, gli anni di tagli al diritto allo studio, la mancanza di studentati accessibili e il caro affitti reso insostenibile dall’iper-turistificazione mettono a rischio la permanenza degli studenti in città. E quando il mercato diventa il solo regolatore dell’abitare, quando lo Stato non investe nella cultura e nei servizi, si aprono le porte alla discriminazione e al rifiuto.

Gli studenti non sono ospiti né consumatori da sfruttare. Sono cittadini a pieno titolo. Meritano rispetto, tutele, ascolto. E nel 2025, non dovremmo più sentire insulti come quelli rivolti a quella ragazza. Dovremmo invece moltiplicare gli sforzi per costruire una Venezia più accogliente, giusta e solidale — che sappia aprirsi, non chiudersi. Lo dobbiamo a chi già vive qui e a chi sceglie di farlo, con fiducia e voglia di partecipare.


Leggi il comunicato stampa.

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