Gaza è diventata il simbolo di ciò che accade quando la comunità internazionale sceglie il silenzio. I bambini muoiono di fame, i civili vengono bombardati, e mentre il mondo assiste, il popolo palestinese viene spazzato via. In questo contesto, il riconoscimento dello Stato di Palestina non è una formalità diplomatica. È un dovere.
Lo chiedono ex ambasciatori, lo gridano le piazze italiane, lo abbiamo promosso a Bruxelles con decine di parlamentari europei: è ora che anche il nostro governo prenda posizione. Non ci sono più alibi per giustificare le forniture militari a Israele né per ignorare il genocidio in atto. Quando la politica resta ferma, diventa complice.
Domani, Genova si aggiungerà a tante altre città italiane che, con mozioni locali, stanno chiedendo il riconoscimento dello Stato di Palestina. Non è un segnale ideologico, ma la volontà di uscire da un’ambiguità che offende chi crede nella giustizia e nella pace.
Non possiamo restare neutrali davanti all’ingiustizia. Gaza ci chiama — e chi ha responsabilità, deve rispondere.
Leggi il comunicato stampa.
Lascia un commento