Il settore agricolo italiano sta affrontando una tempesta perfetta: dazi USA al 15% e un taglio del 20% ai fondi PAC mettono l’agricoltura sotto scacco e minacciano la sopravvivenza di migliaia di piccole aziende agricole. A pagarne il prezzo saranno le mani che nutrono il Paese—contadini, braccianti, produttori locali—che vedono compromessa la qualità del lavoro e dei prodotti.
L’Europa, con l’accordo USA-UE sostenuto dalla Commissione Von der Leyen, sembra voltare le spalle alla sovranità alimentare—di cui tanti si riempiono la bocca—e alla tutela delle eccellenze agroalimentari. L’arrivo sul mercato europeo di prodotti meno sani e provenienti da filiere con standard inferiori, come quelli del Mercosur, rischia di abbattere decenni di sforzi per garantire sicurezza e qualità ai cittadini.
Nel Veneto, ben 14.500 aziende agricole rischiano il tracollo. E il governo Meloni, che un tempo invocava la difesa del “cibo italiano”, oggi applaude un accordo che mette a repentaglio il cuore del settore primario. Tutto questo mentre la crisi climatica richiede strategie radicali e sostenibili.
🔁 Cosa serve ora?
- Rafforzare la PAC, anziché ridurla.
- Investire nell’agroecologia e nel biologico, ricostruendo le filiere locali.
- Riconoscere il ruolo strategico degli agricoltori nella lotta alla crisi climatica.
- Ripensare il commercio internazionale mettendo al centro la salute, la terra e la dignità del lavoro agricolo.
Come Verdi, non ci pieghiamo alle logiche di profitto che sacrificano ambiente e persone. Difendiamo un’agricoltura pulita, giusta e resiliente—perché il cibo non è merce, è futuro.
Leggi il comunicato stampa.
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