La Sicilia è in fiamme, e non è solo colpa del vento e del caldo record. Gli incendi in Sicilia sonola diretta conseguenza di una crisi climatica che incontra la negligenza umana (e spesso il dolo) e l’assenza di strategie di prevenzione. Esprimo la mia più profonda solidarietà alle comunità siciliane, alle famiglie evacuate, ai volontari e agli operatori che stanno lottando contro un disastro annunciato. Vedere la Riserva dello Zingaro divorata dalle fiamme è una ferita insanabile, un danno non solo ambientale, ma anche morale ed economico.
Anche quest’anno, gli incendi in Sicilia hanno colpito più che altrove. I dati raccolti da Legambiente parlano chiaro: quasi 17 mila ettari in fumo nei primi sei mesi del 2025, più della metà del totale nazionale. Non siamo davanti a un’emergenza occasionale, ma a una crisi strutturale, aggravata dalla catastrofe climatica e da chi compie veri e propri crimini ambientali.
Serve una svolta. È intollerabile che ogni estate si ripeta lo stesso copione. Abbiamo bisogno di una strategia nazionale seria e duratura per la prevenzione, che metta al centro le comunità rurali e il rilancio delle aree interne. E dobbiamo perseguire chi appicca i roghi, danneggiando il bene comune per interessi personali.
I siciliani, e con loro tutta l’Italia, meritano giustizia climatica e una maggiore protezione del nostro patrimonio naturale. È ora che le istituzioni si assumano responsabilità concrete: non bastano più le parole, servono azioni.
Leggi il comunicato stampa.
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