GUARDA (AVS): “TAGLIO DI PO, IL DISASTRO CI RICORDA CHE LA NORMATIVA E’ INADEGUATA”

19 Settembre 2026

17 SETTEMBRE 2026, VENEZIA – “Il maxi incendio dei capannoni agricoli di ben 4000 metri quadri con copertura in cemento- amianto a Taglio di Po ci deve mettere di fronte alle responsabilità a cui siamo tutti chiamati: si tratta di come prevenire queste situazioni e le loro dirette conseguenze che, lo ricordo, colpiscono soprattutto i piccoli agricoltori e allevatori delle zone fragili e marginali”, lo dichiara l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.

“In questo caso gli effetti vanno dall’ inquinamento dell’aria e delle acque, allo smaltimento delle schiume antincendio, all’eventuale spargimento di fibre di amianto nell’aria, ai danni alle coltivazioni adiacenti, fino alla chiusura delle scuole. A parte un sincero ringraziamento a tutte le persone operativamente coinvolte, ovvero l’amministrazione comunale e gli Enti, per il tempestivo intervento, questo episodio deve suscitare una riflessione sull’anacronismo della presenza così diffusa di amianto. Bisogna intervenire subito con un piano serio nell’ interesse della salute pubblica su un tema che è completamente sparito dai tavoli politici istituzionali”, continua Guarda.

“Governo e Regione devono essere presenti disciplinando e stanziando risorse con una concreta visione d’insieme, non lavorando sulla singola situazione e favorendo solo gli interessi dei privati. Bisogna puntare alla totale bonifica del cemento-amianto ancora presente su moltissimi edifici pubblici e privati a prescindere dallo stato di conservazione. Non è utopia è farsi carico dei problemi ambientali che ereditiamo dal passato e che prima o poi ci presentano sempre il conto. Come si può? Coinvolgimento e copertura delle spese delle Amministrazioni locali per un monitoraggio capillare del patrimonio edilizio, aggiornamento costante del registro regionale e comportamento omogeneo tra regione e regione, potenziamento delle capacità di analisi, controllo e accertamento di ARPA, copertura dei costi di rimozione al 100%, fondi per la ricerca e messa a sistema dell’inertizzazione con la copertura delle risorse europee e regionali dal FESR al PNRR. E invece come funziona oggi? Quando l’amianto non viene semplicemente disperso o occultato nell’ambiente (lo sa bene chi partecipa alle giornate ecologiche o ad altre manifestazioni) e viene gestito correttamente, o si stocca nelle discariche (quasi sempre private) con tutte le problematiche che ci insegnano le recenti esperienze di Caluri di Villafranca e il tentativo di andare in deroga alle norme di salvaguardia, oppure si porta all’estero. Ma ha ancora senso nascondere l’amianto o spostarlo?” conclude Guarda.

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