La decisione della Danimarca di vietare 23 fitofarmaci contenenti PFAS è una svolta positiva e necessaria per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Ora l’Unione europea deve seguire l’esempio danese e approvare un divieto totale di questi prodotti tossici in tutti gli Stati membri, come noi Verdi chiediamo da tempo.
Il provvedimento conferma ciò che denunciamo da anni: i fitofarmaci contenenti sostanze che degradano in TFA — i diffusissimi PFAS a catena corta — rappresentano una grave minaccia per la sicurezza alimentare e per la qualità dell’acqua potabile. Grazie agli studi delle ONG, in particolare PAN Europe, sappiamo che questi composti sono presenti in concentrazioni allarmanti in alimenti di largo consumo come pane, pasta e vino.
Ed è doloroso constatare che l’Italia, pur ospitando in Veneto il più vasto caso di contaminazione da PFAS conosciuto al mondo, non sia capofila in questa battaglia per la salute pubblica. Sono altri paesi, come la Danimarca, a guidare il cambiamento e a dimostrare che un’agricoltura senza PFAS non solo è possibile, ma indispensabile.
Lo scorso marzo ho inviato una lettera alla Commissione europea, firmata da cinquanta eurodeputate ed eurodeputati, per chiedere il ritiro dei 34 fitofarmaci PFAS attualmente approvati, il rifiuto di nuove autorizzazioni e la classificazione dei co-formulanti PFAS come inaccettabili nei prodotti fitosanitari. È tempo che l’Europa ascolti la scienza e protegga i suoi cittadini.
Leggi il comunicato stampa.
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