CACCIA, GUARDA (VERDI‑AVS): TROPPE VITTIME, SERVE CORAGGIO POLITICO PER LIMITARE ‘HOBBY’ PERICOLOSO

24 Febbraio 2026

21 ottobre 2025 – “Cinque morti in cinque fine settimana: questo è il bilancio nero della caccia in Italia, con un trend che durante l’ultima stagione è tornato a crescere. Siamo di fronte a un ‘hobby’ che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza di chi vive e lavora nelle aree interne – e persino degli stessi cacciatori.” Così Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Avs.

“Gli agricoltori denunciano da anni l’invasione dei propri fondi da parte dei cacciatori, con conseguenze gravi per la sicurezza e per il rispetto della proprietà privata. Da consigliera regionale del Veneto, mi sono battuta per tutelare le famiglie che denunciavano spari dei cacciatori a pochi metri dalle case. Eppure la politica regionale e nazionale continua a cedere alle pressioni della lobby venatoria, invece di assumersi la responsabilità di regolamentare e limitare un’attività che stagione dopo stagione si conferma dannosa per gli ecosistemi e pericolosa per le persone,” prosegue.

“Regioni e governo, anziché rafforzare la tutela della biodiversità, continuano a concedere più spazio alla caccia in deroga, persino in luoghi delicati come i valichi montani e lungo le rotte migratorie, colpendo specie già in difficoltà. Una condotta reiterata che ho denunciato di recente, con una lettera formale inviata alla Commissione europea per chiedere di aprire una nuova procedura di infrazione contro l’Italia,” aggiunge Guarda.

“Occorre rispetto per le cinque tragiche morti registrate dall’inizio della stagione venatoria. Questi episodi, che non possono essere derubricati a banali incidenti, ci ricordano che la caccia non è una tradizione da difendere, ma un problema da affrontare con coraggio politico. Servono regole più severe, controlli efficaci e un cambio di mentalità: la tutela della vita, della salute e degli ecosistemi deve venire prima degli interessi di una lobby. È tempo di dire basta a un’attività che appartiene al passato e che oggi rappresenta un pericolo per tutti,” conclude l’eurodeputata.

CONDIVIDI:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *