Approvata la revisione della Legge sul Clima europea, Verdi «è la più ambiziosa al mondo ma possiamo fare di più. Transizione principale opportunità per l’UE di affermarsi nello scenario globale

10 Febbraio 2026
Approvata a Strasburgo la revisione della Legge sul Clima dell’Unione Europea che mira a ridurre le emissioni nette di gas serra dell’UE del -90% rispetto ai livelli del 1990. «Un obiettivo economicamente e tecnicamente fattibile, come dimostra l’analisi di impatto della Commissione, senza la necessità di appaltare la riduzione delle emissioni a paesi terzi, attraverso il sistema di crediti tanto voluto da Meloni» dichiarano i deputati di Europa Verde Cristina Guarda, Benedetta Scuderi, Leoluca Orlando e Ignazio Marino al termine del voto.
Un processo travagliato, quello della Climate Law, che ha visto scontrarsi le posizioni politiche degli Stati guidati dalle destre con i crescenti dati sui costi climatici a cui il continente deve già far fronte: «Qualche settimana fa l’Italia è stata colpita da una potentissima tempesta, Harry, che ha causato perdite economiche di 2 miliardi di euro. Un recente studio conferma che l’intensità è stata amplificata proprio dalla Crisi Climatica. L’Europa non può attendere il prossimo disastro: ci sono in gioco molte vite, oltre che il futuro economico del continente», proseguono gli eurodeputati e le deputate della delegazione italiana.
«Ridurre le nostre emissioni del 90% entro il 2040 è anche una questione di sicurezza economica e competitività. L’uso delle forniture di gas come arma da parte della Russia è costato all’Europa ulteriori 500–800 miliardi di euro nel 2021 e 2022, richiedendo ai governi di mobilitare quasi 1 trilione di euro di spesa aggiuntiva per proteggere famiglie e imprese europee dall’aumento dei costi energetici. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili è un elemento chiave per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa.»
«Durante l’iter legislativo si sono fatti molti, troppi, passi indietro. Tuttavia, grazie al lavoro del gruppo dei Greens/EFA, siamo riusciti a limitare i danni. Abbiamo ottenuto un elenco dettagliato dei criteri di qualità per i crediti di carbonio che, inoltre, non potranno essere utilizzati ai fini di ETS.» aggiungono Guarda, Scuderi, Marino e Orlando, che poi concludono: «L’UE può giocare un ruolo cardine nella scacchiera globale più complicata. La transizione sia la via europea ad una rinnovata leadership.»
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