Legge sull’Artigianato: dopo 30 anni finalmente in aula?

20 settembre 2018
Scuola e Lavoro

Oggi vi voglio parlare della nuova legge sull’Artigianato Veneto.

A gennaio 2016 scrivevo sul mio blog: “Comprendo che la politica si sia dimenticata dell’artigianato. O meglio, gli si promette tanto e si fa in realtà molto poco. Ma se ci dimentichiamo che la qualità dei nostri prodotti è il motore trainante del nostro territorio veneto e che l’artigiano è il nostro «vicino di casa», ci dimentichiamo anzitutto che il Veneto vive grazie a tante piccole realtà della piccola media impresa.

Vi sembreranno parole scontate, ma non mi sbaglio quando dico che la politica deve ritornare a conoscere DAVVERO il territorio e ad ascoltare chi è in prima linea.”

In regione abbiamo una legge vecchissima, pensate che è stata scritta nel 1987, definendo le modalità di costituzione dell’impresa artigiana e le forme di tutela, ormai più che obsoleta.

Ho girato molte aziende artigiane del Vicentino, per incontrare gli imprenditori che da sempre hanno costruito opportunità nel nostro territorio, che all’estero. È proprio dagli spunti di questi artigiani e dei loro team che parto per contribuire in Regione, riportando le esigenze riguardo:

– viabilità

– accessibilità a internet

– innovazione tecnologica

– sburocratizzazione per l’accesso ai fondi

– formazione dei dipendenti e l’alternanza scuola-lavoro

– gestione del welfare aziendale

– ricambio generazionale e i “cervelli in fuga”.

Ma cosa prevede la proposta di modifica della legge antica su artigianato?

 

Fino ad ora gli interventi politici per lo sviluppo del settore sono stati spot, incastrati tra le disponibilità e la sensibilità della Regione e del suo bilancio. Interventi senza una visione di insieme che non hanno fatto che creare confusione e non processi virtuosi.

Per questo penso sia importantissimo che questa legge preveda un Piano Triennale degli Interventi, che traccia la strada condivisa da artigiani e politica, che riuscirebbe così facendo di non disperdere energie per nulla e strutturare le iniziative efficaci e coerenti.

Ciò, se davvero venisse attuato, testimonierebbe una politica coerente e precisa, che investe con consapevolezza nelle politiche dell’artigianato senza perdersi in promesse, illusioni o interventi che rimangono monchi.

Bene anche gli interventi per riorganizzare la gestione delle procedure per la tenuta dell’albo delle imprese artigiane, volte ad un risparmio di tempi e costi, così come al sostegno per i progetti che mettono ancora di più artigiani, studenti, ricercatori in sinergia.

 

Ad oggi, ancora in commissione 3°, proporrò comunque delle modifiche, in particolare sui controlli riguardo il mantenimento dei requisiti delle imprese artigiane.

A questo affiancherò la battaglia per sbloccare quei fondi, parliamo di centinaia milioni che la Regione o le sue partecipate hanno in corpo, utili alle imprese venete, e che non vengono da anni stanziate.

 

Qui potete leggere la Proposta di Legge sull’Artigianato

 

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