Sanità: Liste d’attesa e costo delle prestazioni sanitarie

20 marzo 2018
Sanità e Sociale

Il primo report sulle liste d’attesa e sul costo delle prestazioni.

 

COSA EMERGE SUL VENETO?

La rilevazione è stata condotta su 4 Regioni, scelte per la loro rappresentatività geografica (Lombardia nel Nord-Ovest, Veneto nel Nord-Est, Lazio nel Centro e Campania nel Sud).

 

GLI INDICATORI :

  1. consistenza del personale rapportata alla popolazione residente: il Veneto con 13,6% è una delle Regioni a statuto ordinario con più personale pubblico.
  2. strutture sanitarie private: il Veneto con 0,26 letti privati accreditati ogni 1.000 residenti è seconda solo alla Liguria, confermandosi Regione con un netto primato del “pubblico” e per questo i dati sopra citati si riverberano sulle risorse destinate all’acquisto di servizi sanitari in convenzione/accreditamento: infatti, alla luce della minore quantità di strutture private, il Veneto (€ 286,94)  spende meno rispetto alla media italiana, che ha una spesa media pro-capite nazionale per il 2015 di € 300,12. Si conferma che la Campania è, in assoluto, la Regione con il maggior ricorso al privato, mentre il Veneto è fra quelle con la maggiore quota di copertura pubblica
  3. liste d’attesa: il veneto ha una media di attesa inferiore, ma non per tutte le tipologie di visite.
  4. costi: non vi è sostanziale differenza fra  quelle erogate dal pubblico e quelle delle strutture private in regime SSN, come per quelle erogate in intramoenia dal pubblico e quelle a pagamento dei privati.

La rilevazione mostra che non solo il fenomeno non si riduce negli ultimi anni, anzi tende semmai ad aggravarsi.

Discriminante nel fenomeno è il regime di pagamento delle prestazioni: quelle in regime SSN (gratuite a meno dell’eventuale ticket) hanno, infatti, tempi di attesa alti e in qualche caso molto alti: è raro rimanere nei limiti dei 30 giorni nelle strutture pubbliche e spesso si supera il limite anche in quelle private accreditate; per quelle a pagamento (sia in intramoenia nel pubblico, che per i solventi nel privato) i tempi di accesso sono al contrario molto ridotti.

In altri termini la tempestività di accesso sembra una condizione garantita dal SSN solo per le prestazioni urgenti, mentre è un “servizio a pagamento” nei casi restanti (numericamente di certo prevalenti).

 

Dopo questo preambolo, vi lascio alla lettura del report e attendo i vostri commenti sul tema. scrivimi@cristinaguarda.it

 

Scarica qui il primo Report “Osservatorio sui tempi di attesa   e   sui   costi   delle prestazioni   sanitarie   nei   Sistemi   Sanitarie Regionali”

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