Ospedale di Lonigo, buone notizie ma non devono rimanere sulla “carta”!

6 Maggio 2019
Sanità e Sociale

Una conferma

L’ospedale e la sua specializzazione riabilitativa rimane nelle nuove schede ospedaliere in discussione a Venezia. Aperture anche alle richieste che in questi anni ho avanzato presso la Direzione della Asl.

La riabilitazione

L’aumento posti letto per acuti in ospedale, per i reparti di riabilitazione, è evidentemente un ottimo segnale di valorizzazione della struttura ospedaliera.
Cosa assai importante è l’implementazione del reparto di riabilitazione cardiologica con specialità complementari, neurologica e pneumologica.
Il risultato di questa ulteriore specializzazione la dobbiamo all’associazione ADIMA, una proposta in cui credevo e di cui mi son fatta carico, in quanto fondamentale per la tutela del malato e essenziale per la valorizzazione del nostro ospedale: solo grazie alle istanze espresse da chi lavora nel territorio e ogni giorno affronta e denuncia le esigenze e le necessità, si possono proporre i miglioramenti dei servizi sanitari.
Troppo spesso invece, i tagli decisi da Venezia, sono privi proprio del confronto con i territori e lo vediamo nella drastica diminuzione dei servizi in tutti i nosocomi spoke del Veneto.

Non abbandoniamo il personale

Ciò non deve far abbassare la guardia, però, sulle condizioni di lavoro difficili che vivono moltissimi dipendenti, medici infermieri o OSS, anche nel nostro ospedale, come in tutti gli altri nosocomi regionali, affrontano turni esasperanti a causa della carenza di personale e un sistema organizzativo che mortifica la professionalità degli stessi.

Sul terzo piano

Purtroppo tutto questo non potrà realizzarsi fisicamente fino a quando non saranno conclusi i lavori previsti sul terzo piano. Il protrarsi dei lavori di questi anni, dovuto ad alcune questioni burocratiche e intoppi, è un aspetto centrale del progetto dell’offerta di ampliamento ospedaliera proposta in queste schede.

Confermati i 30 posti in ospedale di comunità

Arriva una buona notizia con la conferma dei 30 posti letto in ospedale di comunità, una realtà intermedia non per pazienti acuti ma per malati che hanno bisogno di un’assistenza, “più leggera” ma costante, rispetto a quanto previsto nella struttura ospedaliera. Non è stato un lavoro facile, ma verranno “ricostituiti” i 30 posti letto, promessi nel 2017. Per la cronaca, la prima versione delle schede ospedaliere della giunta regionale era previsto il taglio di 12 posti letto, una riduzione a soli 18 posti letto, sollevando la mia forte preoccupazione.
Ora sono ristabiliti i 30 posti, ma per concretizzare questo obiettivo, spero che l’ala fino ad oggi usata per ospitare i servizi ex RSA, CSM e Guardia Medica, che versa in condizioni di grave precarietà, sia ristrutturata e destinata a questo scopo: ad oggi non ci sono spazi adatti e serve che il problema sia risolto in breve tempo.

Alcune considerazioni

La soddisfazione espressa dai più, tuttavia, non può dimenticare che l’ospedale di comunità come pensato dalla Giunta leghista, non è struttura attrezzata per seguire pazienti con patologie complesse ed dal 31° giorno diviene a pagamento.
I costi schiacceranno ancora di più le famiglie  e ciò è gravissimo perché evidenzia come il sistema sanitario veneto stia drammaticamente aumentando le differenze tra cittadini ricchi e cittadini poveri: anche la sanità pubblica, insomma, diviene sempre più a pagamento e, così come per le case di riposo pubbliche e la difficile condizione delle famiglie con anziano non autosufficiente, queste sono soluzioni totalmente irrispettosa della dignità del malato ed il suo diritto alla cura.
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