5G – In Veneto non c’è, aspettiamo! risponde la Giunta.

14 Maggio 2019
Sanità e Sociale

Risposta lampo! Per la prima volta, da quando ho iniziato il mio mandato, è arrivata una risposta nei termini stabiliti ad una mia interrogazione.

Nei primi giorni di aprile, interrogavo la Giunta sulle future tutele e sulle misure sanitarie per le antenne 5G e gli interventi che ha intenzione di intraprendere. A poco più di un mese arriva la risposta.

Qui potete leggere la risposta all’interrogazione depositata.

Trovo la risposta, magari tecnicamente corretta, evidentemente manchevole di una visione politica che, a seguito dei disastri ambientali sottovalutati in questi anni, deve interrogarsi sul valore degli interventi di prevenzione dai rischi sanitari cui la nostra comunità viene sottoposta.

 

Invece, come sempre, si rimanda al domani: in Veneto non c’è ancora il 5G quindi ad oggi attendo prima di pormi il problema.

Non c’è ancora una normativa per quanto riguarda l’installazione delle antenne a “fascio variabile nel tempo”, cioè quelle per cui il governo sta pensando di modificare, innalzandoli, i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. In Italia abbiamo limiti precauzionali tra i più bassi in Europa, ma molto probabilmente saranno innalzati per permettere le installazioni delle antenne 5G, anche in Veneto.

 

Se l’esperienza insegna…

L’esperienza Pfas dovrebbe insegnare che aspettare siano altre istituzioni ad obbligarci ad azioni di protezione, può essere la peggiore scelta politica e ci sono i modi per evitare queste gravi leggerezze: agire in autonomia, come fatto coi limiti cautelativi per i Pfas nelle acque potabili, inizialmente impossibili da definire, quando come minoranza li richiedevamo, poi invece attuati prima delle votazioni per il referendum sull’autonomia.

Ma cosa potrebbe fare il Veneto? La scelta di Firenze, ad esempio.

 

Non voglio che il mio territorio paghi il ritardo di una visione politica preventiva, che attende di agire solo quando chiederanno istanza SCIA per la costruzione di antenne a fascio tempo-variante e sulla documentazione prodotta dal gestore vi sarà un pronunciamento da parte di A.R.P.A., entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza.
La maggioranza leghista probabilmente non si muoverà fino ad allora e non ci è dato sapere la visione politica fino ad allora.

Dovremmo come sempre aspettare. “Meglio curare che prevenire”, ormai nella nostra regione è diventato un mantra.

 

 

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