Politicians are made for sanctity – GENFEST 2018, Manila.

9 luglio 2018
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Politicians are made for sanctity. Cosa?

Eppure se mi guardo attorno, la politica sembra più il ricettacolo di odio, divisioni, scherno, personalismi, diatribe partitiche e di potere che nulla hanno a che vedere con il servizio per il bene comune.

Ma Chiara Lubich ha lanciato una sfida ai politici: essere capaci di perdere se stessi per lasciare spazio agli altri, una politica quindi vissuta come massima espressione d’amore per il prossimo, una politica per la fraternità, insomma!

In tutto questo io che centro?

Sono Cristina, dall’Italia. Abito in Veneto, la Regione in cui ci sono due città che forse conoscerete Venezia e Verona. Da 3 anni sono una politica, la più giovane eletta del consiglio della mia regione.

Mai mi sarei aspettata tutto questo. Ma quando per la prima volta mi approciai alla vita politica, ricordando il messaggio di Chiara Lubich, mi dissi: sfida accettata!

Lo feci assieme ad alcuni amici impegnati attivamente in diverse parti d’Italia e pian piano condividendolo anche con alcuni della mia comunità.
Questa scelta è diventata fulcro della mia quotidiana vita politica, fatta di scelte sfidanti e interrogativi ancora più grandi: dai temi legati all’ambiente, alle battaglie per la giustizia sociale per le persone che da sole non ce la fanno a vivere con dignità una vita segnata magari da disagi economici e sociali o da disabilità, da malattie.

Ogni giorno le domanda sono sempre le stesse: la mia scelta mette al centro il prossimo e il bene dei più bisognosi? Le osservazioni e le proposte che faccio sono sfidanti, denunciano quelle che ritengo ingiustizie: ma le faccio con rispetto?

E ancora: come posso far sentire “amate” le persone che incontro, che mi chiedono aiuto, che voglio intercettare per responsabilizzare nella cittadinanza attiva?

A partire da questo oggi, grata della possibilità di condividere questa esperienza, mi sento in dovere di condividere con voi un aspetto che l’impegno politico mi ha reso chiaro nel cuore e nella mente: lo sapete, prendersi a cuore il futuro della propria comunità, non è solo roba da politici.

Ciò che è certo e che la storia ci insegna è che nessun politico può cambiare il mondo se non assieme ad una comunità che si prende cura del bene comune.

Per cui ecco il mio messaggio: nessuno di noi può dire “non è affar mio“. Nessuno di noi può arrendersi al “qui non cambia nulla“. O come una volta una mia cara amica mi disse: “Nessuno di noi ha diritto di lamentela, se non si rimbocca le maniche e si mette a fare la propria parte“.

Pensiamo alla politica in un modo differente.

Non come quella cosa distante da noi, responsabilità di qualcun altro e che non ci riguarda perché tanto “è sempre lo stesso“. Non come quella enfatizzata dai dibattiti in tv o dai giornali che sembra veicolare compulsivamente rabbia e divisione, magari arrivando a promuovere messaggi che inducono a tollerare e render normali pensieri e slogan egoisti, addirittura razzisti, o azioni che violano il rispetto per il prossimo e i diritti fondamentali.

Pensiamo alla politica come al nostro modo per dire alle persone che ci stanno attorno, al mondo intero, che io ho a cuore il tuo bene, la tua realizzazione,
la tua serenità.

Pensiamo all’impegno politico come alla nostra personale dichiarazione d’amore all’umanità.

E proprio per questo che oggi io vi prego: fate la vostra parte! Ognuno di noi trovi il proprio modo per servire la propria comunità, donando talenti, conoscenza, tempo, tramutiamo il nostro impegno sociale in un progetto di cittadinanza attiva capace di fare squadra con la politica, così da costruire progetti duraturi, capaci di innovare: solo in questo modo non disperderemo le nostre energie e buone azioni, ma potremo moltiplicarle!

Ma attenzione!

Spesso questi sono percorsi che fanno conoscere pericolose tentazioni: l’abitudine può portare all’inerzia e alla ricerca di una comfort zone
personale, il potere invece conduce all’egoismo e alla perdita della rotta per il bene comune.

Tutto ciò è vero come per il politico così per ognuno di noi. E c’è soltanto una strada per evitare che tutto ciò prenda il sopravvento: esercizio, esercizio,
esercizio.

Esercizio, cioè il mettersi alla prova costantemente

  1. nella coerenza
  2. nel servire il prossimo dimenticandosi di servire se stessi, dimenticandosi del proprio futuro perché ciò che importa è il Nostro futuro.

È una scelta di vita che cambia totalmente la nostra prospettiva: per questo dico fate la vostra parte per amore. Per amore. Per amore!

Questa è “LA” scelta, l’unica che può cambiare la consuetudine, l’unica che può consentirci di uscire dal vortice paralizzante dell’abitudine, per fare spazio ad un lavoro di squadra capace di mettere insieme le abilità di ognuno, fuori e dentro le istituzioni.

Come?

Sensibilizzando e accompagnando i politici che fanno della fraternità la propria mission, avendo cura dei diversi aspetti della propria comunità, per far sì che nessuno si senta solo nelle battaglie per il bene comune, sia egli politico o cittadino attivo. Un messaggio che Chiara Lubich e il Mppu ha tradotto in un patto di reciproca responsabilità detto “Patto eletto-elettore”.

Insomma, oggi 15.000 giovani a Manila rappresentano quei milioni di giovani che in tutto il mondo vivono una vocazione preziosissima: l’unità. E per rispondere a questa vocazione, siamo chiamati a scelte coraggiose: a viverla, questa unità, specialmente in quei luoghi che sono più espressione di divisione.

Ecco perché la politica, contemporaneamente massima espressione di conflitto e massima forma d’amore, è l’aspetto più sfidante, quello dove la nostra passione per costruire ponti di fraternità diviene essenziale, vivere concretamente la regola d’oro “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” diviene prioritario.

Ecco perché chiunque si occupi di politica è “fatto per la santità”.

 

La traduzione del mio intervento come relatrice al GenFest “Beyond all borders” 2018 – Youth for the World, Manila (Filippines) 

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4 risposte a “Politicians are made for sanctity – GENFEST 2018, Manila.”

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