Pfas – Riflessioni da Strasburgo

26 ottobre 2018
Ambiente

 

Martedì scorso ero a Strasburgo per assistere alla votazione dei 4 emendamenti relativi alla definizione dei limiti dei Pfas.

Purtroppo la maggioranza dell’europarlamento, capitanata dai popolari, ha scelto di non legiferare i limiti sui Pfas a catena corta, quelli prodotti oggi.

Ma prima di parlare degli emendamenti vorrei darvi qualche chiarimento relativamente a questo delicatissimo tema.

Perché sono pericolosi i PFAS a Catena Corta?

Perché sono più difficili da trattenere nei filtri. Di conseguenza risultano maggiori sia i costi che la difficoltà di filtraggio degli impianti. Rispetto ai PFAS a “catena lunga”, questi hanno meno potenziale quindi il carbone attivo presente nei filtri è meno efficace nel trattenerli.

Inoltre le conseguenze sulla salute delle persone sono dimostrate da moltissime ricerche medico – scientifiche, le quali provano la pericolosità dei PFAS a “catena corta” soprattutto nei soggetti fragili come le donne in gravidanza e i bambini che portano in grembo. Conseguenze che non possiamo ignorare.

Quali sono i PFAS a Catena Corta?

Possiamo parlare di PFBA  e PFBS, maggiormente presenti nelle nostre acque potabili, e di PFAS di nuova generazione come il GenX e il C6O4, diventati famosi quest’estate e chiarissimo esempio di un nuovo tipo di inquinamento di falda.

Cosa è passato, cosa no e cosa prevedono:

  • Emendamento PPE > passato > limite massimo per ogni singolo PFAS a catena lunga 100 ng/l, limite massimo somma totale PFAS a catena lunga 500 ng/l. (qui potete leggere i nomi di chi ha votato)
  • Emendamento Commissione Ambiente > non è passato > limite massimo per ogni singolo PFAS a catena lunga e a catena corta 100 ng/l, limite massimo somma totale PFAS a catena lunga e a catena corta 300 ng/l.
  • Emendamento GUE e M5S > non è passato > limite massimo per ogni singolo PFAS a catena lunga e a catena corta 10 ng/l, limite massimo somma totale PFAS a catena lunga e a catena corta 50 ng/l.
  • Emendamento Lega > non è passato > limite pari a 0 (in entrambi i casi).
Le votazioni dei quattro emendamenti

Cosa succederà?

Grazie a questo risultato gli Stati membri dell’Unione Europea potranno sentirsi liberi di non regolamentare i limiti di questi PFAS, abbandonando a questo pericolosissimo inquinamento molti dei nostri concittadini europei.

Come siamo arrivati a questo punto?

La mancanza di condivisione di idee/progetti e di voglia di fare squadra sono, a mio avviso, i fattori che hanno portato a questo triste risultato.

Ogni risultato è in sé difficile da raggiungere, a maggior ragione se si tratta di temi difficili e poco conosciuti, per questo è fondamentale dar vita a dialoghi costruttivi e sinergie.

Dobbiamo imparare ad andare oltre all’appartenenza politica e italiana, soprattutto quando l’obiettivo finale è il bene del cittadino.

Gli esempi non mancano, penso a quanto visto e ascoltato durante la discussione relativa alla tutela di un tipico formaggio italiano. Cos’è successo? Gli europarlamentari italiani hanno fatto squadra con quelli scozzesi, i quali si erano trovati nella stessa situazione relativamente alla tutela della lavorazione del whisky. Entrambi hanno portato a casa risultati positivi.

Conclusioni

In conclusione mi auguro che quest’ultimo esempio diventi una pratica comune e non resti un caso isolato.

Come consigliere regionale mi sono sempre impegnata, sono consapevole di aver fatto il mio dovere, andando anche oltre al mio ruolo.

Continuerò in questi termini con ancora più energia, richiedendo coerenza a tutti i politici e colleghi verso il rispetto dei propri compiti: questa è stata la prima battaglia, c’è ancora da lavorare con determinazione nuovamente in Commissione Europea e in Consiglio Europeo.

 


 

Qui tutti gli interventi sui Pfas durante la sessione Plenaria

Sono intervenuti
Rory Palmer, on behalf of the S&D Group (relatore ombra)
Michèle Rivasi, au nom du groupe Verts/ALE
Eleonora Evi, a nome del gruppo EFDD (M5S)
Damiano Zoffoli (S&D) – (PD)
Eleonora Forenza (GUE/NGL) – (Rifondazione Comunista)
(la Lega non è intervenuta)

CONDIVIDI:

Una replica a “Pfas – Riflessioni da Strasburgo”

  1. Leggo ora la tua relazione e gia’avevo letto qualcosa sui social riferito dal quotidiano IL FATTO QUO. E’ certo che la risposta del UE e’ un risultato veramente demoralizzante .
    Quindi i parlamentari Eu. Non capiscono che l’acqua anche per piccole percentuali E’ SEMPRE AVVELENATA . Addirittura mi fa specie che molti europarl. provengono dalle zone avvelenate . Se non si capisce questo e’ meglio che si dimettano . Ma i soldi fanno comodo e questo mi fa schifo !
    Questi sono i politici che dovrebbero tutelarci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *