Pfas – Europa: in viaggio verso Strasburgo per la mozione limiti zero. Mai arrendersi!

19 ottobre 2018
Ambiente

Pfas: “Gli eurodeputati italiani siano compatti: servono limiti pari allo zero per evitare un nuovo caso Veneto”

 

Lunedì lunedì sarò a Strasburgo, in occasione della sessione plenaria dell’Europarlamento, a fianco delle Mamme No Pfas.

Dopo la mozione che ho presentato e che è stata votata all’unanimità nell’ultima seduta per introdurre limiti pari allo zero nel testo della Direttiva sull’acqua, mi auguro che la Regione, tramite i suoi uffici, e i consiglieri regionali si siano mossi con i rispettivi interlocutori di partito in Europa, affinché gli europarlamentari italiani, a differenza di quanto accade sulle questioni politiche nazionali, siano uniti trasversalmente per il bene comune italiano.

 

Abbiamo il diritto che l’acqua sia pulita, priva di sostanze perfluoroalchiche, prodotti antropici non esistenti in natura. La loro presenza, invece, è in costante aumento nelle matrici ambientali, sia italiane che europee. Serve un’inversione di rotta, perché sono altamente bioaccumolabili e pericolosi interferenti endocrini.

Lo testimonia anche l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che rivede molto a ribasso le cosiddette TDI, le dosi giornaliere tollerabili.

 

Purtroppo mi giungono notizie ufficiose, spero smentite dai fatti, che ci sarebbe addirittura l’intenzione di innalzare i limiti usciti dalla Commissione europea Ambiente. Sarebbe una sconfitta politica. Non importa poi, se ogni Paese membro è libero sul proprio territorio di restringere ed abbassare i limiti imposti dall’Ue; l’obiettivo è far capire al Parlamento che è meglio prevenire danni alla salute dei cittadini e costi alla società, in tutta Europa. Il caso Veneto deve essere da monito costante, le sofferenze dei cittadini nel mio territorio siano una testimonianza per scongiurare il rischio che possa ripetersi qualcosa di simile in un’altra regione europea.

Se a Strasburgo non lo capiranno siamo comunque pronti al prossimo passaggio, quello in Consiglio europeo, dove sarà il Governo a votare.

 

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