Fallimento Miteni e una politica che rimanda i problemi!

6 novembre 2018
Ambiente

Oggi, durante il Consiglio Regionale, abbiamo votato la mozione per attivare tutte le garanzie a favore dei lavoratori licenziati.

 

Dalla maggioranza nessuna ammissione di colpa per aver sottovalutato, per l’ennesima volta, la situazione di questi anni. Eppure, l’istanza di concordato preventivo, la mancata condivisione del piano di riconversione e la mancata consegna del Piano di Bonifica nei termini si scadenza previsti, erano più di un campanello d’allarme.

Ho letto che stamattina Zaia è intervenuto e le sue parole mi rammaricano profondamente: sembrano lacrime di coccodrillo che arrivano a giochi fatti. Lui e la sua Giunta, per oltre un anno e mezzo non hanno mai risposto alle richieste di aiuto e di confronto dei lavoratori della Miteni. Bene che oggi il Consiglio regionale abbia approvato all’unanimità una mozione. Ma ciò non può cancellare le gravi colpe del governo veneto.

 

Non posso che replicare in questo modo al presidente del Veneto che quest’oggi ha commentato la vicenda della richiesta di fallimento avanzata dalla Miteni di Trissino (Vicenza), al centro della vicenda dell’inquinamento da Pfas.

Zaia parla di tragedia per le famiglie e i territori e dice che nel momento in cui un’azienda chiude, le bonifiche sono un problema della comunità, soprattutto se chiude fallendo. Ma proprio per scongiurare questo scenario era essenziale che la Regione intervenisse tempestivamente, perlomeno sei mesi fa, quando venne avanzata la richiesta di concordato preventivo da parte di Miteni. Invece abbiamo assistito a mesi e mesi di latitanza di questa Giunta, che ha agito con una sola parola d’ordine: non disturbare Miteni.

 

Tutto questo sostenendo che l’azienda non era l’attuale fonte di contaminazione, contrariamente a quanto hanno dimostrato gli accertamenti della Provincia di Vicenza.

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