Le “eterne” emissioni odorigene nell’ovest vicentino: serve una legge veneta

15 Maggio 2019
Ambiente

Sulle “eterne” emissioni odorigene del distretto della Concia.

Nell’ovest vicentino tutti i cittadini, che ci vivono o ci lavorano, conoscono il disagio creato dal cattivo odore nell’aria. E’ un problema ormai decennale, ma cosa aspetta la Regione a intervenire? Può già legiferare in materia da tempo e non c’è bisogno di aspettare che Roma ci dia l’autonomia: ce l’abbiamo sempre avuta in questo caso.

Ho presentato un’interrogazione sulle emissioni odorigine da idrogeno solforato (H2S) nell’Ovest Vicentino, sottoscritta anche dai colleghi Fracasso e Zanoni del PD, da Ruzzante di LeU e Bartelle di Italia in Comune.

 

Purtroppo questo problema è ormai diventato un segno identificativo dell’area, con forti ed ormai esasperati disagi per la popolazione residente, ma la Regione non ha fatto niente per cambiare le cose. Non possiamo aspettare normative nazionale per intervenire.

Manca? Bene, la Regione è libera di legiferare autonomamente, infatti Lombardia ed Emilia Romagna da tempo hanno emanato delle linee guida, ma non bastano. Non si ripeta un caso simile a quello dei Pfas, dove, nonostante i nostri solleciti, la Giunta a lungo ha insistito sull’impossibilità di agire, salvo poi accorgersi che avevamo ragione.

 

L’interrogazione presentata è concentrata sulle emissioni odorigene dell’idrogeno solforato (H2S) nel distretto della concia, ma non è certo l’unica zona critica. Vaste aree del Veneto devono fare i conti con questo problema: chi vive nelle vicinanze di cementifici, discariche, di alcune tipologie di lavorazioni industriali, lo sa bene.

Arpav monitora costantemente, attraverso una rete di centraline dislocate nei territori, le varie situazioni ma i report annuali non registrano miglioramenti. È giusto piazzare una nuova centralina quando arriva una segnalazione, ma se poi non intervieni è del tutto inutile.

La Regione nonostante notifiche e proteste da parte di cittadini e comitati locali è rimasta finora inerme.  Nessun investimento, nessun piano di contenimento, nessuna azione programmata  per gli abbattimenti delle emissioni a tutela dei cittadini. Purtroppo serve responsabilità e volontà politica per fare le cose

 

Finalmente dovrebbe partire a breve la discussione in Commissione di due progetti di legge: l’appello è quello di fare in fretta, anche perché abbiamo perso decenni sul tema. Arpav è pronta e gli strumenti di misurazione ci sono.

L’innovazione e la tecnologia per gli abbattimenti c’è da tempo e in continuo miglioramento. Non ci sono più scuse per non agire. Altro che ‘Prima i veneti’: sarebbe motivo di orgoglio poter dire, almeno una volta, ‘I veneti lo hanno fatto prima’.

 

Qui puoi leggere l’interrogazione “Emissioni odorigene da idrogeno solforato (h2s) nell’ovest vicentino: come intende agire la Regione per risolvere un problema decennale?

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