Quote latte: la storia, dalla propaganda Lega al “no” dell’Europa

26 ottobre 2017
Agricoltura

“Aiuti di Stato illegali sulle quote latte. La propaganda elettorale della Lega adesso sarà pagata dai contribuenti”

 

La vicenda delle quote latte ha raggiunto il livello dell’incredibile. Scelte politiche del passato, puramente propagandistiche hanno messo in crisi un comparto, quello lattiero-caseario, fino a far chiudere molte aziende per indebitamento. Sulle quote latte sono state fatte speculazioni, compravendite, nascita di finte aziende e tanto altro. A rimetterci sempre e solo gli allevatori onesti. Proroghe nazionali, mancate riscossioni fino a giungere nel 2009, con l’allora Luca Zaia ministro dell’agricoltura, che vietò ad Equitalia di procedere con le cartelle di riscossione per i multati.

Possiamo sinstetizzare brevemente con un articolo del corriere della sera del 2013, dove leggiamo che la legge prevede che i soldi delle multe versati dallo Stato all’Europa, dal 1996 al 2010, “avrebbero dovuto restituirgli gli allevatori «splafonatori», ai quali sono state concesse ripetute agevolazioni, come quella di pagare in comode rate. Il fatto è che ogni mezzo è stato buono per aggirare gli obblighi. Proroghe su proroghe, inefficienze degli organi preposti a far pagare, ricorsi e controricorsi. Per non parlare del valzer dei commissari ad hoc nominati di volta in volta dal governo. E dell’incredibile vicenda toccata all’ex senatore leghista Dario Fruscio, messo dal suo partito a capo dell’Agenzia incaricata di riscuotere le multe, e prontamente rimosso quando si è scoperto che le voleva far pagare sul serio. Ecco che cosa scrivono i magistrati contabili: «Costante è risultata, nel corso degli anni, l’interpretazione delle leggi vigenti da parte delle amministrazioni a favore dei produttori eccedentari». Fino all’ultima norma passata nel 2009, quando era ministro dell’Agricoltura il leghista Luca Zaia, attuale governatore del Veneto, che ha privato Equitalia del potere di riscossione. Riesumando addirittura, per il recupero delle somme dovute, le procedure bizantine di un regio decreto del 1910: centrotré anni fa.”

Giusto? Sbagliato? Sicuramente per la propaganda sì, ma così molti sono stati i furbetti che si sono salvati e gli onesti pagano un conto salato.
L’ultimo governo, con il ministro Martina, ha cercato di sistemare una volta per tutte la questione e tutelare gli allevatori, ma l’Europa lo ha visto come un aiuto di Stato. La responsabilità politica delle azioni passate in Italia non esiste!

Ora la Corte di Giustizia europea da ragione alle considerazioni della commissione europea con le motivazioni che si possono leggere e capire da queste semplici righe:

“Ogni anno, dal 1995 al 2009, l’Italia ha superato la quota nazionale e lo Stato italiano ha versato alla Commissione gli importi del prelievo supplementare dovuti per il periodo in questione (2,305 miliardi di euro).

Tuttavia nonostante le ripetute richieste della Commissione, risulta evidente che le autorità italiane non hanno preso le misure opportune per recuperare il prelievodovuto dai singoli produttori e caseifici. Ciò compromette il regime delle quote e crea distorsioni della concorrenza nei confronti dei produttori che hanno rispettato le quote e di quelli che hanno preso provvedimenti per pagare gli importi individuali del prelievo supplementare. Come sottolineato dalla Corte dei conti italiana, questa situazione è iniqua anche nei confronti dei contribuenti italiani. La Commissione Ue stima che, sull’importo complessivo di 2,305 miliardi di euro, circa 1,752 miliardi non siano ancora stati recuperati. Parte di questo importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma la Commissione stima che siano tuttora dovute sanzioni per un importo pari a 1,343 miliardi di euro.”

 

Qui sotto il Comunicato stampa congiunto con i consiglieri Zottis e Azzalin.

“Il tempo è sempre galantuomo, anche quando le conseguenze sono sgradite come sulle multe per le quote latte. Ecco i guasti prodotti dalla Lega e delle sue furbate elettorali, peccato che il conto lo debbano pagare poi tutti gli italiani. La sentenza della Corte di giustizia Ue ha respinto il ricorso dell’Italia confermando la decisione della Commissione europea sul recupero integrale degli aiuti agli agricoltori connessi alle quote latte, decisi dall’Italia nel 2003.”

“Una sentenza che costerà allo Stato un miliardo e trecento milioni di euro e rischia di mettere ulteriormente in ginocchio il settore lattiero-caseario che vive già un momento difficile. Questo è il frutto avvelenato delle scorciatoie della Lega, delle speculazioni elettorali con l’invito a non rispettare le quote latte e illudendo gli allevatori che la loro disobbedienza sarebbe rimasta impunita, danneggiando al tempo stesso tutti quelli che hanno agito correttamente. Troppo facile promettere senza pensare, in malafede per mero calcolo politico, alle possibili conseguenze. La Lega invece di ergersi a paladina di agricoltori e allevatori dovrebbe solo chiedere scusa.”

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